domenica, Luglio 12

Crea un allaccio idrico abusivo alla fontana della Reggia di Caserta danneggiandola. Arrestato

Crea un allaccio idrico abusivo alla fontana della Reggia di Caserta danneggiandola. Arrestato

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Allaccio Abusivo alla Reggia di Caserta: Arrestato Imprenditore Agricolo per Furto d’Acqua e Danneggiamento del Patrimonio Unesco

 

Un grave episodio di furto d’acqua e danneggiamento di un bene culturale ha scosso la città di Caserta. Un imprenditore agricolo di 58 anni è stato arrestato con l’accusa di aver realizzato un allaccio idrico abusivo direttamente da una delle fontane della Reggia di Caserta, patrimonio mondiale dell’umanità tutelato dall’UNESCO. Il gesto ha causato gravi danni a una vasca borbonica appartenente allo storico Acquedotto Carolino, una struttura fondamentale per l’approvvigionamento idrico del celebre complesso monumentale.

L’operazione, condotta dai Carabinieri della Stazione di Caserta e dal Nucleo Forestale, ha portato alla luce un vero e proprio impianto clandestino che, attraverso tubazioni in polietilene, prelevava acqua illegalmente e la convogliava nel terreno agricolo dell’uomo. Il sistema era lungo circa 145 metri, sufficienti a collegare il sito storico al fondo agricolo, compromettendo l’equilibrio idrico delle fontane della Reggia, già messe a dura prova dal caldo estivo.

Il Danneggiamento dello Storico Acquedotto Carolino

Secondo quanto emerso dalle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, l’uomo avrebbe manomesso una vasca storica dell’Acquedotto Carolino per creare un allaccio idrico abusivo. L’intervento illecito ha compromesso l’integrità del manufatto borbonico, danneggiando non solo un pezzo di storia, ma anche un’infrastruttura fondamentale per il funzionamento del parco della Reggia.

L’Acquedotto Carolino, costruito nel XVIII secolo per alimentare d’acqua le fontane e i giardini della Reggia, è considerato un capolavoro dell’ingegneria idraulica dell’epoca. Alimenta tuttora l’intero sistema idrico del complesso vanvitelliano e dei suoi giardini. Un suo danneggiamento, come avvenuto in questo caso, può avere ripercussioni gravi sull’intero ecosistema del parco e sulla biodiversità dell’area, soprattutto nei mesi estivi in cui la carenza d’acqua si fa sentire in modo più evidente.

Il Modus Operandi: Un Impianto Clandestino e un Foro nel Muro del Bosco di San Silvestro

Il sistema abusivo era ben organizzato e nascosto. Gli investigatori hanno scoperto che l’imprenditore aveva praticato un foro nel muro perimetrale del Bosco di San Silvestro, un’altra area della Reggia di Caserta anch’essa riconosciuta come sito patrimonio dell’umanità. Da questo foro passava una tubazione in plastica, che raggiungeva sei differenti zone del fondo agricolo, oltre a una cisterna da 1.000 litri utilizzata per la raccolta dell’acqua

 

Il fondo agricolo in questione, adiacente alla Reggia, non era nemmeno di proprietà dell’imprenditore: si è scoperto infatti che l’uomo ne era solo concessionario, mentre il terreno appartiene all’Istituto Diocesano di Sostentamento al Clero di Caserta. Ciò rende ancora più grave l’episodio, configurando anche una possibile invasione di proprietà statale o ecclesiastica, oltre alle altre violazioni già contestate.

Le Accuse Contestate: Furto, Danneggiamento e Gestione Illegale di Rifiuti Agricoli

Il 58enne è stato tratto in arresto con diverse accuse, tra cui:

Furto aggravato e continuato di acqua pubblica

Danneggiamento di bene culturale tutelato dall’UNESCO

Invasione di terreni o edifici dello Stato

Gestione illecita di rifiuti derivanti da attività agricole

 

Durante il sopralluogo, i carabinieri hanno rinvenuto sul terreno agricolo anche una grande quantità di rifiuti agricoli, in particolare residui di sfalcio e potature provenienti da altri terreni. Questo ha fatto scattare ulteriori provvedimenti: tutta l’area e il materiale utilizzato per l’allaccio abusivo sono stati posti sotto sequestro.

Un Rischio per l’Ecosistema della Reggia e per la Fruizione Pubblica

L’attività illegale scoperta non solo ha rappresentato un danno economico e patrimoniale, ma ha anche avuto un impatto diretto sulla fruizione pubblica della Reggia di Caserta. Le fontane e le vasche, private della loro normale portata d’acqua, sono risultate in parte a secco, compromettendo l’esperienza dei turisti e degli studiosi che visitano il sito.

In particolare, in un periodo come l’estate, in cui le temperature elevate mettono a dura prova gli impianti idrici, questo furto d’acqua ha accentuato le criticità già presenti. L’ecosistema del parco rischiava di subire danni permanenti, con la possibile perdita di specie vegetali e animali che popolano i giardini ststorici.

Un’Indagine Tempestiva per Salvaguardare il Patrimonio Culturale

Fortunatamente, l’indagine avviata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere ha permesso di intervenire con tempestività. Dopo aver riscontrato l’anomalia nella distribuzione idrica del parco, gli inquirenti hanno avviato controlli mirati, sospettando da subito un prelievo illecito lungo l’Acquedotto Carolino.

Il lavoro dei carabinieri si è rivelato decisivo: grazie a un sopralluogo accurato e al supporto del Nucleo Forestale, è stato possibile individuare e bloccare l’allaccio clandestino, tutelando così un patrimonio storico, artistico e ambientale di rilevanza mondiale.