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Stati Uniti, Bessent pronto a lasciare il Tesoro dopo i dazi di Trump

Stati Uniti, Bessent pronto a lasciare il Tesoro dopo i dazi di TrumpWashington, 5 aprile 2025

– Il segretario al Tesoro americano Scott Bessent sarebbe pronto a lasciare il suo incarico, a causa delle crescenti pressioni politiche e del deterioramento della sua posizione all’interno dell’amministrazione del presidente Donald Trump. A rivelarlo è The New Republic, secondo cui la decisione sarebbe maturata dopo l’annuncio delle nuove misure protezionistiche volute da Trump: un dazio generalizzato del 10% su quasi tutte le merci straniere.

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Le tariffe, entrate in vigore nei giorni scorsi, hanno già prodotto turbolenze significative sui mercati finanziari, con Dow Jones e Nasdaq scesi ai livelli più bassi dal 2020. Un impatto che ha allarmato gli analisti e isolato Bessent, che aveva inizialmente minimizzato gli effetti della politica commerciale definendoli “semplici aggiustamenti di prezzo”.

Isolamento e tensioni interne al governo

Secondo la giornalista Stephanie Ruhle, intervenuta su Morning Joe (Msnbc), Bessent sarebbe ormai ai margini delle dinamiche interne della Casa Bianca. Nonostante gli sforzi per dissuadere gli alleati da possibili ritorsioni commerciali, la sua linea di dialogo si è scontrata con l’impostazione rigida dell’amministrazione, che vede nei dazi uno strumento di “resistenza strategica” alla concorrenza globale.

La crescente pressione lo avrebbe spinto a valutare le dimissioni come unica via d’uscita, per proteggere la propria credibilità. Fonti vicine al Tesoro parlano di un possibile futuro ruolo alla Federal Reserve, dove Bessent potrebbe riabilitarsi in un contesto più tecnico e meno esposto alla volatilità politica.

Preoccupazione per le fasce più deboli

La revisione delle sue posizioni sarebbe legata anche all’impatto sociale delle misure: le tariffe colpiscono principalmente beni di largo consumo a basso costo, penalizzando le fasce più vulnerabili della popolazione americana. Secondo Ruhle, Bessent è «perfettamente consapevole del danno sociale» e avrebbe espresso più volte il timore di diventare il capro espiatorio di una crisi annunciata.

Per ora non ci sono comunicazioni ufficiali, ma l’ipotesi di dimissioni si fa sempre più concreta. Se confermata, segnerebbe una nuova frattura interna all’amministrazione Trump sul fronte economico, proprio nel momento in cui le tensioni commerciali rischiano di innescare una reazione a catena su scala globale.