Qui arriva la notizia meno piacevole per chi ha ricevuto sanzioni negli anni passati. Il nuovo decreto vale solo per le future infrazioni, quelle commesse dopo la sua entrata in vigore. Le multe già comminate in passato non rientrano nel campo di applicazione del provvedimento e non vengono quindi cancellate automaticamente.
Tuttavia, chi ritiene di aver ricevuto una multa da un autovelox non omologato ha ancora una strada percorribile: il ricorso in via giudiziaria. Le 44 sentenze della Cassazione che ribadiscono l’invalidità delle sanzioni emesse da apparecchi non omologati restano valide come precedente. L’onere della prova, però, spetta all’automobilista: è lui che deve dimostrare che il dispositivo che lo ha fotografato non era omologato. Un percorso possibile, ma che richiede tempo, costi legali e la collaborazione di un avvocato specializzato.
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Quando entra in vigore e cosa succede ai comuni
Il decreto dovrà passare dal vaglio della Corte dei Conti, poi verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale e diventerà pienamente operativo 15 giorni dopo. A quel punto i comuni che avevano spento i propri autovelox pre 2017 potranno avviare le procedure di omologazione e, una volta completate, rimettere in funzione gli impianti. Un processo che richiederà presumibilmente diversi mesi, ma che metterà finalmente fine all’anomalia italiana che aveva trasformato migliaia di autovelox in macchine da contenzioso più che da sicurezza stradale.