sabato, Luglio 18

Meloni condanna i raid russi su Kiev: «Attacchi insensati, l’Italia lavora per la pace»

Meloni: «Attacco insensato, pensieri al popolo ucraino»

«Gli intensi attacchi di questa notte su Kiev dimostrano chi sta dalla parte della pace e chi non ha intenzione di credere nel percorso negoziale», ha dichiarato Giorgia Meloni dopo il violento raid russo che ha colpito la capitale ucraina nella notte tra mercoledì e giovedì. Secondo l’ultimo bilancio, 18 persone hanno perso la vita, tra cui anche bambini, e decine sono rimaste ferite. La premier italiana ha espresso vicinanza al popolo ucraino e alle famiglie delle vittime, parlando di «attacchi insensati».

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Il vertice a Palazzo Chigi con Tajani, Salvini e Crosetto

La presidente del Consiglio ha convocato un vertice a Palazzo Chigi con i due vicepresidenti Antonio Tajani e Matteo Salvini e con il ministro della Difesa Guido Crosetto. Obiettivo: fare il punto sul possibile percorso negoziale per la pace, alla luce anche dei recenti colloqui alla Casa Bianca. «Sono state approfondite le opportunità di dialogo verso una pace giusta, che si sono dischiuse nelle ultime settimane», ha spiegato la presidenza del Consiglio in una nota.

L’Italia non invierà soldati

Dal governo arriva una precisazione importante: Roma non prevede alcun coinvolgimento militare diretto in Ucraina. «L’Italia non parteciperà a una forza multinazionale sul territorio ucraino», ha chiarito Palazzo Chigi, aprendo invece alla possibilità di missioni di monitoraggio o formazione solo dopo la cessazione delle ostilità. Tajani ha ribadito che il nostro Paese potrà contribuire allo sminamento in caso di pace: «Un’operazione umanitaria, non militare».

Il piano di sicurezza ispirato alla NATO

L’Italia, insieme agli alleati, sta elaborando una proposta per un meccanismo difensivo di sicurezza collettiva ispirato all’articolo 5 del Trattato di Washington. L’obiettivo è garantire all’Ucraina solide tutele contro nuove aggressioni, rendendo più credibile l’ipotesi di un accordo di pace. «Garanzie robuste e credibili di sicurezza» restano la condizione essenziale, ha spiegato Meloni.

La condanna internazionale: da Berlino a Parigi

La condanna degli attacchi è arrivata immediata da tutta la comunità internazionale. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha parlato di «spietatezza crescente del regime russo», ricordando che anche la rappresentanza dell’Unione Europea è stata colpita. Il presidente francese Emmanuel Macron ha definito il raid «atto di barbarie», sottolineando che «questa è l’idea di pace della Russia: terrore e violenza».

Trump, von der Leyen e la linea di Bruxelles

Dal fronte americano, l’inviato speciale di Donald Trump, Keith Kellogg, ha denunciato «attacchi atroci» che «minacciano la pace che il presidente Trump sta perseguendo». La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha fatto sapere di aver parlato con Zelensky e lo stesso Trump: «Putin deve sedersi al tavolo delle trattative», ha scritto su X.

La linea di Palazzo Chigi resta chiara: condanna ferma di Mosca, sostegno al popolo ucraino, impegno per un percorso negoziale che garantisca sicurezza a Kiev senza un coinvolgimento diretto dei militari italiani. Resta però la difficoltà di aprire uno spiraglio diplomatico mentre gli attacchi russi continuano a colpire i civili.