mercoledì, Agosto 5

Chiara Poggi, la rivelazione shock: “Calpestata con una stampella dopo la morte?”

Chiara Poggi, nuovi dettagli inquietanti: “Forse calpestata con una stampella”

Il caso dell’omicidio di Chiara Poggi continua a riempirsi di interrogativi e nuovi scenari. Nella giornata di giovedì 12 giugno, a Milano, si è conclusa la prima fase preliminare dell’incidente probatorio, con la consegna dei primi reperti ai periti incaricati dal giudice. Ma è un’intervista esclusiva al settimanale Giallo a scatenare nuove ipotesi che potrebbero cambiare tutto.

L’impronta sulla gamba e l’ipotesi della stampella

Il professor Pasquale Mario Bacco, medico legale ed esperto forense, ha analizzato l’impronta visibile sulla gamba della vittima nelle foto raccolte all’epoca. Secondo lui non si tratterebbe affatto di una scarpa o di un tacco, ma del possibile “piedino di una stampella”, caratterizzato da tre pallini antiscivolo. Un segno geometrico, secco, ben definito.

garlasco piedino stampella

 

È difficile immaginare una scarpa con tre protuberanze simmetriche di quella forma”, ha spiegato Bacco. “La punta in gomma di una stampella, invece, è molto più compatibile con ciò che si osserva nella foto”. Il medico ha aggiunto che l’ematoma sulla gamba di Chiara sarebbe stato causato con un colpo diretto, non da un calcio, ma da una pressione verticale su un corpo già inerte. “È il classico segno di disprezzo”, ha sottolineato.

Incidente probatorio: ritirati i reperti chiave

Intanto, sempre nella giornata di giovedì, i periti nominati dal gip Daniela Garlaschelli hanno ricevuto ufficialmente i primi reperti conservati dai carabinieri presso la caserma di via Moscova. Si tratta di fascette para-adesive utilizzate a suo tempo dal RIS per raccogliere tracce nella villetta di via Pascoli a Garlasco, luogo del delitto.

Tra le mani di Denise Albani (genetista) e Domenico Marchigiani (dattiloscopista) finiranno ora elementi che potrebbero, a distanza di quasi vent’anni, contribuire a chiarire aspetti mai completamente spiegati.

Resti della colazione, rifiuti e tamponi: altri reperti a Pavia

Nel pomeriggio della stessa giornata, i tecnici incaricati si sono recati anche all’Istituto di medicina legale di Pavia per ritirare la seconda parte dei reperti. Tra questi vi sarebbero elementi mai del tutto analizzati, come i resti della colazione di Chiara, i tamponi prelevati sul corpo e addirittura i residui di spazzatura raccolti in cucina.

Elementi che, secondo le nuove ipotesi investigative, potrebbero contenere DNA o tracce mai cercate in precedenza con tecnologie avanzate. Il caso, da sempre controverso, ha ripreso vigore con l’avvio del nuovo filone d’inchiesta che punta a riesaminare ogni dettaglio, anche alla luce delle recenti dichiarazioni forensi.

Una traccia “inspiegabile” sulla scena del crimine

La forma geometrica della misteriosa impronta – descritta da Giallo come “tre cerchi disposti a triangolo” – non è l’unico aspetto che ha lasciato perplessi gli esperti. Secondo Bacco, “è impossibile non chiedersi chi potesse trovarsi accanto al corpo della vittima, con in mano una stampella, e perché”.

L’idea che Chiara sia stata calpestata post mortem rappresenta uno sviluppo potenzialmente clamoroso: significherebbe che l’autore del gesto fosse ancora nella casa dopo il decesso, e avrebbe compiuto un’azione simbolica, non accidentale.

Una pista che, se confermata, potrebbe smentire ricostruzioni processuali precedenti e dare forza a nuove teorie investigative già emerse negli ultimi mesi, inclusa quella secondo cui nella villetta ci sarebbero state più persone al momento dell’aggressione.