domenica, Marzo 15

Scontro Salvini-Tajani sul petrolio russo: “Allentiamo le sanzioni come gli Usa”, risponde Forza Italia

La crisi iraniana e la corsa dei prezzi del petrolio hanno aperto una nuova frattura all’interno del governo Meloni. Questa volta il fronte è quello delle sanzioni alla Russia: Matteo Salvini, leader della Lega e vicepremier, ha rotto il silenzio dei suoi alleati e ha chiesto apertamente di valutare l’allentamento delle misure restrittive sul greggio russo, sull’esempio di quanto fatto dagli Stati Uniti di Donald Trump. Una posizione che ha ricevuto uno stop immediato dall’altro vicepremier, Antonio Tajani di Forza Italia, che ha ribadito la linea ufficiale dell’esecutivo: sulle sanzioni non si retrocede.

In mezzo ai due, Giorgia Meloni ha scelto — come spesso fa di fronte alle tensioni interne alla coalizione — di non esporsi. Nessun commento, nessuna presa di posizione pubblica. La premier è rimasta concentrata sulla crisi internazionale e sui contatti diplomatici in vista del prossimo Consiglio europeo, lasciando che fossero i due vicepremier a occupare lo spazio del dibattito. Un’assenza che le opposizioni hanno immediatamente trasformato in una critica: il governo va “in ordine sparso” e Meloni tace per “poter rivendicare ogni posizione e smentirne contemporaneamente ogni conseguenza”.

Ma cosa ha detto esattamente Salvini? E perché la sua posizione divide così profondamente anche all’interno della maggioranza?

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