martedì, Marzo 17

Addio a Paola Giubergia, “signora della natura”: dalla giungla del Paraguay alla campagna torinese

1. Paola Giubergia 2. addio-paola-giubergia 3. È morta Paola Giubergia, figura legata alla natura e alla vita in campagna. 4. Ritratto di Paola Giubergia in un ambiente naturale 5. Ritratto di Paola Giubergia 6. Addio a Paola Giubergia, la signora della natura e della campagna

La notizia della scomparsa di Paola Giubergia ha colpito profondamente la comunità torinese e non solo. A 73 anni, Paola ha lasciato un vuoto incolmabile, non solo tra i suoi cari, ma anche tra coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerla. Nata ad Asunción, in Paraguay, nel 1951, da una famiglia friulana che si era trasferita in Sud America per dedicarsi all’agricoltura, Paola ha sempre mantenuto un legame indissolubile con la natura e il mondo rurale. La sua vita è stata un viaggio tra terre lontane e la campagna torinese, un percorso che ha segnato profondamente la sua identità.

La sua infanzia è stata caratterizzata da avventure nella giungla paraguaiana, un luogo che ha forgiato il suo carattere e la sua passione per la vita all’aria aperta. «Mia mamma era una donna che rispettava la vita e la natura», ha raccontato la figlia Francesca, evocando ricordi di un’infanzia segnata da esperienze uniche e indimenticabili. Paola parlava spesso della sua gioventù, di quando andava a scuola a cavallo, di come la giungla fosse per lei un luogo di scoperta e meraviglia. Ma la vita ha riservato alla sua famiglia un cambiamento radicale: a causa dei disordini politici in Paraguay, la famiglia è tornata in Italia, dove il padre di Paola ha assunto l’incarico di professore di Agronomia all’università di Torino.

Un legame profondo con la terra

La formazione di Paola è stata influenzata dalla sua passione per la natura. Laureata in scienze naturali, ha saputo coniugare la sua formazione accademica con un amore innato per l’agricoltura. La sua vita è stata un esempio di come si possa vivere in armonia con l’ambiente, rispettando i cicli della natura e promuovendo la sostenibilità. La sua casa a Baldissero Torinese, circondata da una natura rigogliosa, è diventata un rifugio per animali e piante, un luogo dove la vita si manifestava in tutte le sue forme.

Il matrimonio con Guido Giubergia, presidente di Ersel, una delle banche private più importanti d’Italia, ha segnato un altro capitolo della sua vita. Si sono conosciuti a 18 anni, un incontro fortuito che ha dato vita a una storia d’amore profonda e duratura. Sposati nel 1976 nella chiesetta di Valle Ceppi, hanno costruito insieme una famiglia, accogliendo tre figli: Francesca, Lorenzo e Giacomo. Ogni figlio ha portato con sé un pezzo della loro eredità, un riflesso della passione di Paola per la vita e la natura.

Un’imprenditrice nel cuore della campagna

Paola non era solo una madre e una moglie, ma anche un’imprenditrice agricola. La sua azienda di famiglia, situata nella campagna torinese, è diventata un esempio di come si possa fare agricoltura in modo etico e sostenibile. La storica vigna del Seicento, con il raro vitigno autoctono Cari, è testimone di un impegno costante per preservare la biodiversità e la tradizione agricola del territorio. Paola ha dedicato la sua vita a questo progetto, investendo tempo e passione per far crescere non solo le piante, ma anche un’idea di comunità.

La sua competenza e la sua passione per la natura si riflettevano in ogni aspetto della sua vita. Era una vera tuttofare, capace di affrontare qualsiasi sfida domestica, dal giardinaggio alla cucina. «Amava la natura, il mare e tutti gli esseri viventi», ha ricordato Francesca, sottolineando la dolcezza e la determinazione di una madre che ha sempre cercato di trasmettere ai suoi figli il rispetto per l’ambiente e per la vita in tutte le sue forme.

Un amore per lo sport e la comunità

Oltre alla sua dedizione alla famiglia e alla natura, Paola era anche un’appassionata di sport. Ha insegnato nuoto ai bambini, trasmettendo loro non solo le tecniche di nuoto, ma anche l’importanza del gioco e della socializzazione. La sua esperienza come capitano di una squadra di softball dimostra quanto fosse attiva e coinvolta nella comunità. Paola non si limitava a vivere nella sua campagna; era parte integrante di un tessuto sociale che abbracciava e sosteneva.

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