venerdì, Luglio 3

È morto Abramo Orlandini, il “maggiordomo” di Vittorio Sgarbi in Sgarbi Quotidiani: aveva 65 anni

Il mondo dello spettacolo piange la scomparsa di Abramo Orlandini, conosciuto dal grande pubblico per il ruolo di assistente e “maggiordomo” di Vittorio Sgarbi nel programma Sgarbi Quotidiani. Aveva 65 anni ed era ricoverato da alcuni giorni all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia a causa di una polmonite. Con lui se ne va un volto caratteristico della televisione italiana degli Anni Novanta, ma anche un attore che aveva attraversato il grande cinema italiano.

Il volto di “Sgarbi Quotidiani”

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Nato a Reggio Emilia, Orlandini si era fatto conoscere dal pubblico soprattutto grazie alla partecipazione al programma condotto da Vittorio Sgarbi, andato in onda negli Anni Novanta su Canale 5. Il suo ruolo era quello di maggiordomo-assistente del noto critico d’arte: tra i suoi compiti, quello di introdurre l’argomento di ogni puntata, in un siparietto ormai entrato nella memoria di chi seguiva la trasmissione.

Un rapporto, quello con Sgarbi, nato quasi per caso e raccontato dallo stesso critico in trasmissione. “L’ho incontrato a Reggio Emilia, Abramo Orlandini, ma prima l’avevo visto al cinema. Perché Orlandini è un grande attore e viene direttamente da un film di Fellini”, aveva detto Sgarbi, riconoscendo al suo assistente una dignità artistica che andava ben oltre il ruolo televisivo.

Dall’edicola al set con i grandi maestri

La storia di Orlandini è quella di un uomo dai molti mestieri. Stando a quanto racconta il Resto del Carlino, lui e Sgarbi si erano conosciuti a Roma, dove Abramo lavorava in un’edicola vicino al Parlamento, la stessa attività che gestiva anche nella sua città insieme ai genitori. Un lavoro semplice e quotidiano, che convfiveva con una parallela e sorprendente carriera nel cinema.

Perché prima ancora della televisione, Orlandini era stato un attore apprezzato dai grandi maestri del grande schermo. Il primo a ingaggiarlo fu Pupi Avati, ma nel corso degli anni collaborò con nomi che hanno fatto la storia del cinema italiano e internazionale: da Nanni Moretti a Dino Risi, fino al regista britannico Terry Gilliam.

Il legame con Federico Fellini

Il sodalizio più prestigioso resta però quello con Federico Fellini. Con il maestro riminese, Orlandini lavorò in diverse produzioni, tra cui “La voce della luna”, l’ultimo, poetico film del regista. Un’esperienza che lo aveva segnato e di cui portava con orgoglio il ricordo, tanto da essere presentato, anche in televisione, come “l’attore che viene da un film di Fellini”. Un biglietto da visita d’eccezione, che raccontava di un percorso artistico autentico dietro il personaggio televisivo bonario e ironico.

Gli ultimi anni e l’affetto della sua città

Negli ultimi tempi le condizioni di salute di Orlandini erano progressivamente peggiorate, ed era ospite della casa di riposo Omozzoli Parisetti a Reggio Emilia. La sua città non lo aveva però mai dimenticato: una delle sue ultime apparizioni pubbliche risale al settembre 2024, in un locale a cui era particolarmente legato e che gli aveva persino dedicato un’iniziativa, l'”aperitivo con Abramo”.

Un gesto affettuoso che racconta bene il legame tra Orlandini e Reggio Emilia, la città dove era nato, dove aveva lavorato in edicola e dove ha trascorso gli ultimi anni della sua vita, circondato dall’affetto di chi lo ricordava non solo come volto televisivo, ma come una figura genuina e amata della comunità.

Un ricordo che resta

Con la scomparsa di Abramo Orlandini se ne va un pezzo di quella televisione degli Anni Novanta che sapeva mescolare cultura e leggerezza, e insieme un interprete che aveva avuto il privilegio di lavorare con alcuni dei più grandi registi del Novecento. Un percorso singolare, il suo, sospeso tra il bancone di un’edicola e i set dei maestri del cinema, che lo ha reso una figura tanto discreta quanto indimenticabile per il pubblico che ha imparato a conoscerlo e ad affezionarsi a lui.