Il grande successo arrivò nel 1969 con “Ragazzina, ragazzina”, versione italiana di Mendocino dei Sir Douglas Quintet. Ma la consacrazione definitiva avvenne due anni più tardi con “Donna felicità” (1971), brano scritto anche da Roberto Vecchioni e Andrea Lo Vecchio: la canzone vendette oltre un milione e mezzo di copie e portò i Nuovi Angeli ai vertici delle classifiche in Italia e all’estero. A completare il catalogo dei successi della band: “Uakadì Uakadù”, “Singapore” e “Anna da dimenticare”, rimasta a lungo nelle classifiche italiane.
Il punto di riferimento che non ha mai smesso di esibirsi
Terminata la stagione d’oro degli anni Settanta, i Nuovi Angeli attraversarono numerosi cambi di formazione — come accade a quasi tutti i gruppi di quel periodo. Ma Paki Canzi rimase sempre il punto di riferimento della band: cantante, pianista, volto più riconoscibile. Negli anni successivi continuò a portare in tournée il repertorio del gruppo, mantenendo vivo il legame con un pubblico affezionato che non aveva mai smesso di volerlo bene.
Negli ultimi anni viveva tra Milano e Peschiera Borromeo e non aveva mai smesso di esibirsi. La sua era una di quelle carriere che non si misurano con le classifiche degli ultimi anni ma con la profondità del solco lasciato nella cultura popolare italiana. “Donna felicità” è una di quelle canzoni che chiunque abbia vissuto quegli anni conosce a memoria. E finché quella canzone si potrà ascoltare, Paki Canzi sarà ancora lì.

















