mercoledì, Aprile 8

È morto Domenico, il bimbo trapiantato al Monaldi: la madre aveva scelto le cure palliative senza accanimento

Si è spento Domenico, il bambino ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli dopo il trapianto di cuore eseguito lo scorso 23 dicembre. La notizia è arrivata nelle ultime ore, ponendo fine a una vicenda che per settimane ha tenuto con il fiato sospeso l’intero Paese.

Il piccolo era in condizioni gravissime da oltre due mesi, sostenuto da supporti meccanici. La famiglia aveva scelto di avviare un percorso di pianificazione condivisa delle cure, previsto dalla legge sul consenso informato del 2017, per evitare l’accanimento terapeutico e accompagnarlo nella fase finale della vita con cure esclusivamente palliative.

La scelta della madre: “Non è eutanasia”

L’annuncio della decisione era stato dato pubblicamente dalla madre, Patrizia, accanto all’avvocato Francesco Petruzzi. «Abbiamo deciso di accompagnare il bambino alla fine della vita, non è eutanasia», aveva spiegato. «Inizierà una terapia non finalizzata alla guarigione ma ad alleviare le sofferenze».

Una decisione maturata dopo settimane di consulti medici, valutazioni interdisciplinari e un parere definito infausto. Dopo la sospensione della sedazione, il bambino non si era più risvegliato. I medici avevano escluso la possibilità di un secondo trapianto, ritenendo le condizioni non compatibili con un nuovo intervento.

La pianificazione condivisa delle cure

La richiesta formale di avviare la Pcc era stata inviata tramite Pec alla struttura ospedaliera. L’ospedale aveva accolto l’istanza, programmando un incontro per definire il percorso antidolore e garantire al piccolo un accompagnamento rispettoso della sua dignità.

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