Il passaggio dalle terapie orientate alla guarigione alle cure palliative aveva segnato l’ultimo capitolo di una battaglia combattuta con speranza e determinazione dalla famiglia.
Le ultime ore e il sostegno della comunità
Nelle ore precedenti, la madre aveva partecipato a una fiaccolata a Nola dietro uno striscione con la scritta “Per il nostro guerriero”. «Finché respira è vivo», aveva dichiarato uscendo dall’ospedale.
Accanto alla famiglia anche l’arcivescovo di Napoli, Domenico Battaglia, che nei giorni scorsi aveva fatto visita al piccolo per la terza volta. Messaggi di vicinanza sono arrivati da tutta Italia.
L’inchiesta e il messaggio della madre
Resta aperta l’inchiesta della Procura per chiarire ogni aspetto della vicenda clinica. La madre ha scelto di non commentare gli sviluppi giudiziari, ma ha lanciato un appello chiaro: «Quello che è successo a mio figlio non deve essere dimenticato».
Nei giorni scorsi aveva anche rifiutato le offerte di denaro ricevute, invitando chi volesse sostenere una causa a devolvere eventuali donazioni all’Aido, l’associazione italiana per la donazione di organi.
Con la morte di Domenico si chiude una storia segnata da dolore, interrogativi e attese. Resta il lutto di una famiglia e la necessità di fare piena luce su quanto accaduto.