Il capitolo più atteso dell’intervista è quello sulla vicenda degli esodati, il caso che più di ogni altro ha segnato la sua immagine pubblica. Si trattava di lavoratori che avevano lasciato il proprio posto — spesso con accordi di uscita anticipata — poco prima di raggiungere la pensione. Con l’entrata in vigore della Legge Fornero, la riforma pensionistica del 2011, questi lavoratori si erano ritrovati improvvisamente senza stipendio e senza pensione, in una sorta di limbo economico che aveva generato proteste e polemiche durissime.
Fornero indica tre fattori alla base di quell’errore: «La mancanza di tempo che mi portò a fidarmi dei dati provvisori; l’oggettiva carenza di dati sugli accordi di esodo tra imprese e lavoratori». Poi aggiunge la terza causa, quella più sorprendente: «Aggiungerei, anche alla volontà di danneggiarmi». Un’accusa velata ma inequivocabile, rivolta a chi — a suo dire — avrebbe contribuito a non fornirle informazioni accurate o complete, con conseguenze devastanti sia per i lavoratori coinvolti sia per la sua reputazione pubblica.
Leggi anche:Ranucci nella bufera per un’intercettazione: “In Rai c’è un po’ di mafia e un po’ di massoneria”
Leggi anche:Vannacci pubblica un video IA con Mattarella e Roggero: è polemica dopo l’accordo sui deepfake
Leggi anche:Meloni, in arrivo brutte notizie: “Non abbiamo capito la gravità della situazione”
L’intervista di Elsa Fornero restituisce il ritratto di una donna che ha affrontato battaglie su più fronti: personali, accademiche e politiche. Dall’adolescente che studiava guardando il mondo dalla finestra all’economista chiamata a riformare il sistema pensionistico italiano in piena crisi finanziaria, il filo conduttore sembra essere sempre lo stesso: la ricerca dell’equilibrio in condizioni di pressione estrema. Una ricerca che, come lei stessa ammette, non è sempre andata a buon fine ma che non ha mai smesso di guidarla.