giovedì, Giugno 11

Energia, von der Leyen frena l’Italia: Bruxelles respinge la richiesta di Meloni

Il confronto europeo sull’energia si è trasformato in un nuovo terreno di scontro politico tra Bruxelles e alcuni governi nazionali. Al termine del vertice informale di Nicosia, l’Unione europea non ha trovato una sintesi condivisa sulle misure da adottare per affrontare l’emergenza energetica che continua a pesare su famiglie e imprese.

Il mancato accordo ha lasciato emergere ancora una volta le profonde divisioni tra gli Stati membri. Da una parte i Paesi che chiedono maggiore flessibilità per intervenire rapidamente, dall’altra quelli che continuano a difendere una linea rigorosa sui conti pubblici.

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La posizione netta di Ursula von der Leyen

Il momento politicamente più delicato è arrivato con la presa di posizione della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che ha escluso qualsiasi sospensione del Patto di Stabilità.

Secondo Bruxelles, la clausola di salvaguardia può essere attivata soltanto in presenza di una recessione grave, una condizione che, al momento, non sarebbe riscontrabile nei dati economici europei. Una risposta che viene letta come una chiusura diretta alle richieste avanzate dall’Italia e dalla Spagna per ottenere maggiore spazio fiscale.

Il gelo con Roma

La linea sostenuta dal governo guidato da Giorgia Meloni puntava a ottenere margini più ampi per sostenere il sistema produttivo e contenere l’impatto dell’aumento dei costi energetici. Ma da Bruxelles è arrivato un messaggio molto chiaro: prima di chiedere nuove deroghe, gli Stati devono utilizzare i fondi già disponibili.

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