Un terremoto politico si abbatte sulla giunta comunale di Parma. La Procura guidata dal procuratore Alfonso D’Avino ha recapitato avvisi di fine indagine a 21 persone coinvolte nella manifestazione del 1° ottobre a sostegno della Global Sumud Flotilla, il corteo pro-Palestina che si concluse con l’occupazione dei binari della stazione di Parma. Tra i 21 destinatari figurano anche quattro esponenti del Partito Democratico: due assessori in carica e due consigliere comunali.

I nomi sono quelli dell’assessore alla sicurezza Francesco De Vanna, dell’assessore ai servizi educativi Caterina Bonetti, e delle consigliere comunali Gabriella Corsaro e Victoria Oluboyo. Le accuse a loro carico sono interruzione di pubblico servizio e blocco ferroviario e stradale — reati che nel contesto di una manifestazione politica assumono un peso specifico non indifferente, soprattutto per chi ricopre cariche istituzionali.
La vicenda mette il Pd locale in una posizione scomoda: quattro suoi rappresentanti istituzionali risultano indagati per fatti avvenuti durante una manifestazione a cui hanno partecipato nella loro veste di militanti. E le posizioni dei singoli indagati, come emerge dagli atti, non sono tutte identiche.
Le tre diverse condotte contestate: dai binari al marciapiede
L’indagine ricostruisce tre livelli di coinvolgimento distinti. Il primo riguarda quattro attivisti Propal ai quali viene contestata l’invasione materiale dei binari in stazione — la condotta più grave, che ha determinato direttamente l’interruzione della circolazione ferroviaria.



















