sabato, Luglio 18

Francesca Albanese, l’ex Premier durissimo: “Dice cose infami e ancora circola”

Francesca Albanese, Amato durissimo: “Dice cose infami e ancora circola”

Giuliano Amato non usa mezze misure. L’ex premier, intervenuto alla Festa dell’Ottimismo organizzata dal Foglio a Palazzo Vecchio, ha espresso parole durissime contro Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori occupati palestinesi, figura da tempo al centro di polemiche per le sue posizioni filo-palestinesi.

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Dio la perdoni”, ha esordito Amato, riferendosi alle dichiarazioni della Albanese su Liliana Segre. “Ho sempre partecipato alla sinistra per Israele, ma ritengo che al mondo ebraico nessuno abbia fatto più male di Netanyahu. Poi, però, nei partiti arriva questa signora, Francesca Albanese, che dice le cose più infami e continua a circolare”, ha attaccato l’ex presidente della Corte costituzionale.

Le parole su Segre e il rischio di antisemitismo

Amato si è detto sconcertato per le frasi della relatrice Onu, che in passato aveva sostenuto che la senatrice a vita Segre “non è lucida perché ne è stata parte”, riferendosi al tema del conflitto israelo-palestinese. “Quando ha avuto il coraggio di dire una cosa del genere, Dio la perdoni… Io mi aspetterei che qualcuno dicesse: con te non ci parlo più”, ha aggiunto Amato, denunciando una deriva di antisemitismo a sinistra.

“Il problema della sinistra pro-palestinese”

L’ex premier ha poi riflettuto sul modo in cui, a suo avviso, una parte della sinistra italiana avrebbe trasformato il pacifismo in ostilità ideologica. “Il combustibile delle manifestazioni che sono ‘per’, in questo caso ‘per la pace’, è in realtà essere contro”, ha spiegato Amato. “Io sono per la pace e sono contro chi fa morire i palestinesi”.

Amato sul nuovo accordo di pace

Commentando il recente accordo Israele-Hamas mediato da Donald Trump e dai Paesi arabi, Amato ha sottolineato come si tratti di “una speranza da accogliere con vigilanza”, ma anche di un passo avanti importante. “Mi aspetterei che, il giorno in cui gli ostaggi verranno rilasciati, qualcuno vada a esprimere un po’ di gioia, per dimostrare che il ‘per’ era vero e non solo l’alibi del contro”.

“Serve una leadership nuova per i palestinesi”

Amato ha poi indicato una figura che, secondo lui, potrebbe rappresentare una svolta per la causa palestinese: Marwan Barghuthi. “Ho sempre pensato che i palestinesi sarebbero stati in grado di farsi valere in modo fisiologico e virtuoso se Barghuthi riuscisse ad assumerne la leadership”, ha dichiarato. “È lontano da Hamas e ha carisma che altri non hanno. Mi preoccupa che Israele non lo abbia incluso tra i liberabili”.

Per Amato, il rischio è che “stia prevalendo la tesi che lo Stato palestinese non si farà mai”, un’ipotesi che – ha concluso – “blocca la strada del futuro e della pace”.