sabato, Marzo 14

Funerali Bonaccorti, l’assenza che tutti hanno notato

Poi il cuore della lettera, il passaggio che ha fatto piangere anche chi cercava di trattenere le lacrime: “È stato un percorso infinitamente variegato e coinvolgente. A un tratto, però, mi sono svegliato e non ci sei più. La tua fresca risata, i tuoi sorrisi educati, la tua ironia pungente e stimolante: tutto è silenzio e comprendo che da lì dovrò sbrigarmela da solo. Eppure quanto di te resta addosso, quanta energia sprigiona la tua poesia, quanta bellezza ti porti. Ma io so che passerai da me cento, un miliardo di volte, ed è per questa ragione che lascerò sempre quella porta aperta.”

Parole che dicono tutto. Il ritratto di un’amicizia vera, costruita nei momenti di difficoltà, nelle invenzioni quotidiane di chi si fa strada nel mondo dello spettacolo senza avere tutto già pronto. Una donna che si era improvvisata manager per aiutare un amico. Un amico che le lascia la porta aperta per sempre.

L’omelia di Monsignor Staglianò: “Noi abbiamo riconosciuto Dio in lei”

L’intervento del vescovo ha offerto una lettura di Bonaccorti che è andata molto oltre la carriera televisiva, toccando la sua essenza umana attraverso i personaggi che aveva saputo raccontare nel corso degli anni: “Noi abbiamo riconosciuto Dio in lei, perché abbiamo visto in lei i tratti di Gesù. Quali tratti? La capacità di accogliere. I suoi personaggi, anche i più disperati, sono sempre accolti con uno sguardo che non giudica. Vina, Marina, Ignazio, Dino, Carla, Anna Paola: Enrica non li condanna mai. Li guarda con tenerezza, anche quando sbagliano, anche quando cadono.”

Staglianò ha poi aggiunto: “Enrica non ha mai nascosto le crepe, le rughe, i fallimenti. Anzi, ne ha fatto materia di racconto, di poesia, di condivisione. E anche questo è divino. Perché Dio, nella Scrittura, non nasconde le fragilità dei suoi amici.” Un omaggio che ha restituito la misura di una donna che aveva fatto della propria umanità — con le sue imperfezioni, le sue cadute, le sue rinascite — il materiale grezzo del suo lavoro artistico.

I presenti, l’ex marito e le parole finali per Verdiana

Prima dell’inizio della funzione la basilica si era già riempita di volti noti: tra i primi ad arrivare Guillermo Mariotto e Ilona Staller, che ha ricordato Bonaccorti con affetto — “Su con la testa, vedrai che tutto si risolve — mi rincuorava così. Una donna dolce.” Presenti anche Alberto Matano, Eleonora Daniele, Valeria Fabrizi, Giancarlo Magalli, Pino Strabioli, Gloria Guida, Dario Salvatori e Gianni Ippoliti. L’ex marito Arnaldo Del Piave aveva accompagnato il feretro all’ingresso e aveva sintetizzato tutto in tre parole: “Dava tanto amore.”

Nel concludere la cerimonia, monsignor Staglianò si è rivolto direttamente alla figlia Verdiana e a tutti i presenti, affidando loro un compito preciso: custodire l’eredità lasciata da Bonaccorti. Secondo il vescovo, chiunque l’abbia conosciuta e amata è diventato automaticamente “erede di questa bellezza”. Una bellezza fatta di accoglienza, di ironia, di porte lasciate aperte — anche quando non si è più qui a vegliare su di esse.

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