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Lunedì i funerali di Sara Campanella, il dolore dei familiari davanti alla bara bianca

Lunedì i funerali di Sara Campanella, il dolore dei familiari davanti alla bara bianca

Misilmeri, 6 aprile 2025

– “Un angelo, era un angelo”. Con queste parole cariche di strazio i familiari di Sara Campanella hanno accolto il feretro della 22enne, arrivato oggi nel suo paese natale, Misilmeri, in provincia di Palermo.

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Srotolato un grande lenzuolo bianco con la scritta: “Sara figlia di tutti noi”, mentre un altro messaggio recitava “Mi amo troppo per stare con chiunque”. Frasi che hanno accompagnato l’ingresso della bara bianca nella piazza del paese, coperta di fiori, una sua fotografia e una maglietta con la scritta “No alla violenza”.

Il carro funebre ha attraversato il centro in un silenzio irreale, fino alla chiesa delle Anime Sante, dove è stata allestita la camera ardente. Al suo arrivo, un applauso commosso ha interrotto il silenzio: “Sara vive”, ha gridato qualcuno, spezzando il dolore collettivo.

I familiari, in lacrime, hanno chiesto un momento privato di preghiera. Domani, lunedì 7 aprile alle ore 10.30, si terranno i funerali nella chiesa di San Giovanni Battista a Misilmeri, celebrati dall’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice.

Lutto cittadino a Palermo e Messina

In segno di cordoglio, lutto cittadino è stato proclamato non solo a Misilmeri ma in tutti i Comuni della Città metropolitana di Palermo, oltre che a Messina, dove è avvenuto il tragico femminicidio.

“Sara è figlia di tutti, come padre sono scosso da questa triste storia. Qualcosa deve cambiare”, ha dichiarato il vicesindaco di Misilmeri. Profondo cordoglio anche da parte di Federica Badami, segretaria provinciale della Cisl Palermo-Trapani, originaria del paese: “La scuola da sola non può educare. Serve una rete tra famiglie, istituzioni e comunità. Se una donna dice no, è no, anche se prima ha detto dieci sì”.

Una comunità ferita

Il dolore ha paralizzato la cittadina. Le strade vuote, i volti smarriti. “Misilmeri è distrutta”, ha detto ancora Badami. “Quando vedi queste tragedie in TV, pensi che non possano toccarti. Ma quando colpiscono il tuo paese, la tua gente, il dolore si fa insopportabile”.

Sara Campanella è stata uccisa a coltellate da Stefano Argentino, suo compagno di università, che da anni la perseguitava. L’uomo è ora in carcere, dove ha dichiarato di non voler più vivere, rifiutando cibo e acqua.

Il paese si prepara a salutare una ragazza diventata simbolo della lotta contro la violenza sulle donne. Una cerimonia che sarà al tempo stesso una preghiera, una protesta e un grido di dolore collettivo.