Il cammino verso il reinserimento è stato graduale. Prima il lavoro esterno ottenuto nel 2023, poi i permessi premio a partire dal 2024 e infine la semilibertà concessa nell’aprile 2025. Tappe che hanno condotto all’ultimo passaggio, l’affidamento in prova ai servizi sociali.
Oggi Stasi lavora come impiegato amministrativo e contabile in una società milanese e ha già avviato una nuova quotidianità fuori dal carcere. Un percorso costruito nel tempo, che la magistratura di sorveglianza ha ritenuto coerente con i requisiti previsti dalla legge per la concessione della misura.
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Le regole da rispettare
Nonostante l’uscita dal carcere, Stasi non è ancora completamente libero. Dovrà rispettare precise limitazioni e mantenere un’attività lavorativa o socialmente utile, sotto la vigilanza degli uffici competenti. La condanna, infatti, resta valida: cambia soltanto la modalità con cui viene scontata.
Solo al termine del periodo di affidamento, se tutte le prescrizioni verranno rispettate, la pena sarà considerata estinta. In caso di violazioni, invece, il beneficio potrebbe essere revocato, con la concreta possibilità che per Stasi si riaprano le porte del penitenziario. Un equilibrio delicato, che accompagnerà i prossimi mesi della sua nuova vita all’esterno.