Il delitto di Garlasco continua a dominare il dibattito televisivo italiano, ma nelle ultime ore a far discutere non sono stati soltanto gli sviluppi dell’inchiesta su Andrea Sempio. Durante l’ultima puntata di Quarto Grado, il confronto tra la criminologa Roberta Bruzzone e l’avvocato Massimo Lovati è degenerato in uno scontro accesissimo che ha lasciato senza parole telespettatori e studio.
La tensione è esplosa nel corso del dibattito dedicato ai nuovi elementi emersi sul caso Garlasco. Il confronto, inizialmente acceso ma ancora nei limiti del dibattito televisivo, si è trasformato rapidamente in un botta e risposta durissimo fatto di accuse personali, interruzioni continue e momenti di forte caos.
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Le accuse di Roberta Bruzzone
Tutto è partito quando Roberta Bruzzone ha criticato apertamente il lavoro svolto da Massimo Lovati durante le prime fasi della vicenda giudiziaria legata ad Andrea Sempio.
La criminologa ha parlato di comportamenti che, a suo giudizio, sarebbero stati “lontani dall’etica professionale”, mettendo in discussione la gestione del rapporto con la famiglia Sempio e chiedendo maggiore trasparenza sul lavoro svolto negli anni.
Nel corso del confronto, Bruzzone ha anche invitato il legale a chiarire pubblicamente alcuni aspetti economici e professionali legati alla vicenda, facendo riferimento pure al tema delle tasse e dei compensi percepiti.
Parole che hanno immediatamente fatto salire la tensione in studio.
La reazione furiosa di Lovati
Massimo Lovati ha reagito con crescente irritazione alle accuse rivoltegli in diretta televisiva. L’avvocato ha rivendicato il diritto di mantenere riservati alcuni aspetti della propria attività professionale, sostenendo di non avere alcun obbligo di rendere pubblici dettagli relativi al suo lavoro.
#Garlasco
Lovati alla sbruzzona: ma vattelo a prendere nel….. pic.twitter.com/Ghe7aI0tJT— Mya 🍓 (@nonerabbastanza) May 22, 2026
Con il passare dei minuti il confronto è però degenerato completamente.
Nel pieno della discussione, Lovati si è lasciato andare a una frase volgare nei confronti della criminologa: “Vattela a prendere nel…”.
La battuta ha immediatamente gelato lo studio e costretto il conduttore Gianluigi Nuzzi a intervenire per tentare di riportare ordine e abbassare i toni.
Microfoni abbassati e caos in studio
Per alcuni momenti la situazione è sembrata completamente fuori controllo. Tra sovrapposizioni, urla e accuse reciproche, la regia è intervenuta abbassando i microfoni mentre Nuzzi cercava di calmare gli ospiti.
Il video dello scontro ha iniziato rapidamente a circolare sui social, diventando uno dei momenti televisivi più commentati della serata.
Da una parte molti utenti hanno criticato duramente l’uscita di Lovati, giudicandola offensiva e fuori luogo. Dall’altra c’è chi ha accusato Bruzzone di avere utilizzato toni troppo aggressivi e provocatori durante il confronto.
Le scuse dopo la pubblicità
Dopo la pausa pubblicitaria, Massimo Lovati è tornato in studio con un atteggiamento più disteso.
L’avvocato ha chiesto scusa pubblicamente per la frase pronunciata pochi minuti prima, spiegando di essersi lasciato trascinare dalla tensione del momento.
Lovati ha inoltre sottolineato che, nonostante lo scontro televisivo, tra lui e Roberta Bruzzone ci sarebbe sempre stato un rapporto corretto anche fuori dagli studi televisivi.
“Mi sono sentito il vero imputato della serata”, ha poi aggiunto, spiegando il disagio vissuto durante il dibattito.
I dubbi ancora aperti sul caso Sempio
Lo scontro televisivo non ha però cancellato le domande ancora aperte sul caso Garlasco e sulla posizione di Andrea Sempio.
Nel corso della trasmissione si è tornati a discutere anche dei 56mila euro in contanti che, secondo alcune ricostruzioni, sarebbero stati versati dalla famiglia Sempio ai legali.
Al centro del dibattito anche alcuni intrecci di telefonate che coinvolgerebbero lo stesso Sempio, altri avvocati e l’ex carabiniere Silvio Sapone, elementi che continuano ad alimentare dubbi e discussioni televisive.
Mentre le indagini proseguono nelle sedi giudiziarie, il caso Garlasco continua così a vivere anche su un secondo binario: quello mediatico, sempre più acceso e spesso dominato da scontri televisivi, accuse reciproche e tensioni personali.