Un nuovo bivio si apre sul caso Garlasco. Alberto Stasi, condannato per l’omicidio di Chiara Poggi, è ora al centro di un doppio scenario giudiziario: da un lato la possibilità concreta di ottenere la semilibertà; dall’altro un maxi incidente probatorio che potrebbe riscrivere la storia di uno dei delitti più controversi degli ultimi vent’anni.

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A far riaccendere i riflettori sul caso è la figura di Andrea Sempio, nuovo indagato per concorso in omicidio. Dopo anni di archiviazioni, la Procura di Pavia ha riaperto ufficialmente l’inchiesta a gennaio, mantenendo per due mesi il fascicolo secretato. Solo in seguito è stato notificato a Sempio l’avviso di garanzia, accompagnato da un prelievo salivare per ottenere il DNA, ora pronto per il confronto con la traccia genetica ritrovata sulle unghie di Chiara.
Il giudice ammette nuovi reperti mai analizzati: si riapre il caso Poggi
Il gip Daniela Garlaschelli ha accolto la richiesta della Procura di Pavia, autorizzando un confronto tra il DNA di Sempio e il cromosoma Y trovato sul corpo della vittima. Non solo: il magistrato ha disposto l’esame di diversi reperti mai analizzati nel processo originario, tra cui impronte e tracce biologiche lasciate nei giorni precedenti all’omicidio, avvenuto il 13 agosto 2007.
Stasi è stato ammesso all’incidente probatorio “in qualità di persona interessata all’assunzione della prova”, una decisione definita “insolita” ma che – secondo fonti legali – rafforza la possibilità di elementi a discarico, essendo Stasi già condannato in via definitiva e quindi non processabile di nuovo per lo stesso reato.
Domani udienza tecnica: scontro sulla ripetibilità degli esami
Il procedimento si apre ufficialmente domani: verrà conferito l’incarico al professor Emiliano Giardina, genetista super partes, e saranno definiti i quesiti tecnici. Tuttavia, permane il nodo sulla ripetibilità dei test. La difesa di Sempio insiste per un esame replicabile, ma gli inquirenti ritengono l’ipotesi poco praticabile, considerata la fragilità dei reperti (risalenti a 18 anni fa).
Semilibertà per Stasi: i giudici pronti al sì?
In parallelo, il Tribunale di Sorveglianza di Milano potrebbe autorizzare la semilibertà di Alberto Stasi, attualmente detenuto. Nonostante le interviste rilasciate in cui Stasi continua a dichiararsi innocente, ciò non influirà sulla decisione: a differenza della libertà condizionale, la semilibertà non richiede un’ammissione di colpa. Il focus sarà sul comportamento carcerario e sulla valutazione della personalità del condannato.
La Procura Generale di Milano, guidata da Francesca Nanni – la stessa che ha sbloccato il caso Zuncheddu dopo 32 anni – esprimerà il suo parere. Un dettaglio che potrebbe pesare enormemente sull’esito.
Garlasco come Zuncheddu? Una revisione è possibile?
Il nuovo procedimento solleva interrogativi profondi: è possibile riscrivere la verità giudiziaria sul delitto di Chiara Poggi? Se i nuovi esami aprissero spiragli di dubbio, si aprirebbe la porta a una revisione? Per ora, i giudici non si sbilanciano. Ma il parallelo con il caso Zuncheddu – dove un innocente ha scontato 32 anni di carcere – è inevitabile. E i familiari di Chiara, insieme a un Paese intero, attendono risposte certe dopo quasi due decenni.