domenica, Luglio 19

Garlasco, impronta numero 10 con tracce biologiche: “È la firma del killer”. I pm puntano sul DNA

Garlasco, nuova svolta: tracce biologiche sull’impronta numero 10

Potrebbe essere una svolta decisiva nel caso dell’omicidio di Chiara Poggi. La cosiddetta “impronta numero 10”, rilevata sul lato interno della porta d’ingresso della villetta di via Pascoli, è ora al centro delle indagini: si tratta di un “contatto papillare sporco” con presenza di materiale biologico. Non si tratta di sangue, ma i tecnici ritengono sia possibile estrarre DNA utile all’identificazione del soggetto che l’ha lasciata.

Per la Procura di Pavia si tratterebbe della “firma dell’assassino”. È questa la nuova pista dell’inchiesta, che vede ora indagato Andrea Sempio per omicidio, e che punta a identificare una presenza sconosciuta nella casa la mattina del 13 agosto 2007.

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Impronta “centrale” per le indagini: esclusi Sempio e Stasi

Una recente consulenza ha escluso che quell’impronta appartenga sia ad Andrea Sempio che ad Alberto Stasi, già condannato in via definitiva per l’omicidio. All’epoca non furono effettuati accertamenti biologici sull’impronta: ora, grazie a tecnologie più avanzate, si tenterà di isolare profili genetici da quel residuo organico non meglio specificato.

Il giudice per le indagini preliminari, Daniela Garlaschelli, ha chiesto agli esperti di eseguire accertamenti su tutti i reperti utili, a partire proprio da quell’impronta. La lista comprende anche le impronte rinvenute in casa Poggi, il sacchetto della spazzatura e frammenti del tappetino del bagno.

Colazione con l’assassino? I pm analizzano i rifiuti

Oggi le analisi si concentrano sulla spazzatura trovata in casa: un piattino di carta, un cucchiaino, due vaschette di Fruttolo, una scatola di biscotti, una confezione di Estathé e una busta di cereali. Gli investigatori seguono un’ipotesi precisa: Chiara avrebbe fatto colazione con i suoi assassini, e quindi sulle stoviglie potrebbero trovarsi tracce del killer.

Andrea Sempio ha già replicato con fermezza: “Non ho nulla a che vedere con quei reperti. Avessi anche mangiato lì, di certo non quella mattina. Che facciano tutte le analisi che vogliono: non c’entro con fruttolo o cartoni della pizza”.

L’impronta 97F e le unghie: nuove tracce sulla scena

Gli esperti stanno riesaminando anche i frammenti biologici trovati sotto le unghie di Chiara, un accertamento complesso perché i campioni sono stati quasi esauriti. Nel 2014, la perizia del genetista Francesco De Stefano aveva escluso una corrispondenza; oggi, invece, uno dei profili maschili viene attribuito ad Andrea Sempio. L’altro resta senza nome.

In parallelo, il RIS sta sviluppando una nuova ricostruzione tridimensionale della scena del delitto. In questo contesto riemerge la traccia 97F: una strisciata di sangue trovata sul muro sinistro delle scale che portano in taverna. Secondo gli investigatori, sarebbe compatibile con il movimento del corpo della vittima e andrebbe a completare la traccia 33, già attribuita ad Andrea Sempio e rilevata sulla parete opposta.

Manca ancora un reperto-chiave

Nonostante i progressi, un elemento fondamentale dell’indagine è andato perduto: una delle impronte principali, fotografata all’epoca ma non più disponibile fisicamente. È un dettaglio che pesa sulle nuove perizie, ma che non ferma l’intento della Procura: individuare l’identità biologica dell’assassino attraverso le impronte rimaste e i nuovi test DNA.