venerdì, Luglio 10

Garlasco, la decisione di Sempio: la nuova strategia della difesa sulle scarpe e i “soliloqui”

Nuova svolta nel caso del delitto di Garlasco. La difesa di Andrea Sempio ha deciso di non chiedere alcun interrogatorio davanti ai pubblici ministeri, scegliendo invece di puntare tutto su una serie di consulenze tecniche depositate nelle ultime ore.

Secondo quanto emerso, gli avvocati del 38enne accusato di omicidio aggravato per la morte di Chiara Poggi avrebbero preparato una strategia difensiva articolata per contestare i principali elementi raccolti dalla Procura di Pavia.

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La strategia della difesa: cinque consulenze tecniche

Il lavoro dei consulenti sarebbe iniziato già mesi fa, con l’analisi dettagliata delle carte investigative e delle nuove perizie depositate dagli inquirenti.

Tra i punti centrali della linea difensiva c’è soprattutto la questione legata alle impronte delle scarpe trovate sulla scena del crimine. Secondo la consulenza affidata all’esperto Giacomo De Angelis, il piede di Andrea Sempio avrebbe una pianta troppo larga per essere compatibile con la famosa impronta a pallini attribuita al killer.

La difesa sostiene quindi che la conformazione del piede dell’indagato non coinciderebbe con la scarpa individuata nelle precedenti ricostruzioni investigative. Un elemento che, secondo i legali, potrebbe diventare decisivo per escludere Sempio dal delitto.

Il nodo delle impronte e della scarpa

Negli ultimi mesi il tema delle impronte è tornato al centro del caso Garlasco. Le nuove analisi avrebbero infatti rimesso in discussione anche alcune conclusioni considerate consolidate nei processi a Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere.

La difesa di Sempio insiste in particolare sulla differenza tra la larghezza della pianta del piede dell’indagato e quella compatibile con la suola insanguinata trovata nella villetta di via Pascoli. Parallelamente, un altro consulente avrebbe contestato il metodo utilizzato dagli esperti della Procura per attribuire l’impronta denominata “33”.

Secondo la difesa, i criteri utilizzati non sarebbero pienamente compatibili con gli standard tecnici normalmente richiesti.

I dubbi sul Dna e le nuove analisi

Tra le consulenze depositate figura anche una nuova integrazione relativa al Dna. La biologa incaricata dalla difesa avrebbe richiamato recenti studi scientifici secondo cui, in presenza di campioni misti, sarebbe molto difficile attribuire con certezza un singolo profilo genetico.

Una contestazione che punta direttamente a mettere in dubbio alcune delle interpretazioni formulate dagli investigatori. La Procura, però, continua a sostenere la solidità degli elementi raccolti nel corso delle nuove indagini.

Il caso dei “soliloqui” intercettati

Altro punto centrale dello scontro tra accusa e difesa riguarda i famosi “soliloqui” registrati durante le intercettazioni ambientali di Andrea Sempio. Per gli avvocati del 38enne quelle frasi non rappresenterebbero affatto confessioni o ammissioni di colpevolezza.

La difesa sostiene invece che si tratterebbe semplicemente di commenti influenzati da podcast, contenuti social e trasmissioni televisive che in quel periodo parlavano continuamente del caso. Per questo motivo i legali avrebbero annunciato la volontà di chiedere una nuova trascrizione tecnica delle intercettazioni.

Secondo la difesa, infatti, alcuni passaggi risulterebbero poco comprensibili o addirittura interpretati in modo scorretto.

Il prossimo passo della Procura

Andrea Sempio, almeno per ora, non verrà interrogato dai pm. La battaglia giudiziaria sembra quindi destinata a spostarsi direttamente davanti al giudice, nel momento in cui la Procura chiederà formalmente il rinvio a giudizio.

Nel frattempo il caso Garlasco continua a dividere opinione pubblica, esperti e protagonisti delle indagini, a quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi.