Il dramma vissuto da Daniela Ferrari, madre di Andrea Sempio, riapre con forza il dibattito sull’etica dell’informazione attorno al caso Garlasco. Dopo il grave episodio che ha portato la donna in ospedale, due firme autorevoli del giornalismo italiano, Marco Travaglio e Luigi Manconi, hanno dedicato i loro editoriali alla vicenda, criticando il clima mediatico che da anni circonda l’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi.
L’editoriale di Travaglio sul “Circo Garlasco”

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Sul Fatto Quotidiano, il direttore Marco Travaglio ha puntato il dito contro quella che definisce una spettacolarizzazione fuori controllo della vicenda. Secondo il giornalista, la madre di Sempio convive da due anni con cronisti e cameraman davanti a casa, vedendo il proprio nome associato a una serie di ricostruzioni e ipotesi mai provate. Travaglio ha ricordato come molte di queste suggestioni — da presunte complicità ad alibi contestati — siano rimaste prive di riscontri, criticando il modo in cui alcune informazioni sarebbero state diffuse e amplificate.
Il riferimento è anche alla recente testimonianza di un vigile del fuoco, secondo cui il 13 agosto 2007, nel parcheggio di Vigevano, ci sarebbe stata la donna e non il figlio. Travaglio ha inserito questo elemento nel quadro di una vicenda che, a suo avviso, è stata trasformata in un fenomeno mediatico più che giudiziario.
La distinzione tra personaggi pubblici e soggetti privati
Nel suo intervento, Travaglio ha insistito su un punto: la differenza tra personaggi pubblici, tenuti a doveri di trasparenza, e soggetti privati, ai quali andrebbe riconosciuto un diritto assoluto alla riservatezza in quanto più fragili. Secondo il direttore del Fatto, la responsabilità maggiore non sarebbe degli utenti dei social, ma di conduttori, avvocati ed esperti perfettamente consapevoli di questa distinzione. Parole molto dure, con cui ha condannato chi, a suo dire, trae ascolti e profitti dall’esposizione di persone vulnerabili.