domenica, Luglio 5

Garlasco, parla il presunto amante della madre di Andrea Sempio: “Solo incontri intimi, nessuna relazione”

Il caso Garlasco torna ancora una volta al centro dell’attenzione mediatica e investigativa. Nelle ultime ore sono emersi nuovi dettagli che riguardano Andrea Sempio, attualmente unico indagato nell’ambito dei nuovi approfondimenti sull’omicidio di Chiara Poggi.

Tra gli elementi che stanno facendo discutere c’è il racconto dell’uomo indicato come presunto amante della madre di Sempio, figura collegata al tema dello scontrino del parcheggio di Vigevano, da anni considerato uno dei punti più controversi legati all’alibi.

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L’uomo, ascoltato dagli investigatori, ha confermato di aver avuto rapporti con la madre di Andrea Sempio, ma ha ridimensionato la natura della relazione.

“Solo incontri intimi, nessuna storia sentimentale”

Secondo quanto emerso, il presunto amante avrebbe spiegato ai carabinieri che tra lui e la madre di Sempio non esisteva alcun rapporto sentimentale stabile. “Abbiamo avuto incontri solo ed esclusivamente di natura intima, non c’era nessuna relazione sentimentale”, avrebbe dichiarato.

L’uomo ha inoltre precisato che gli incontri sarebbero avvenuti soltanto per un periodo limitato, nel corso dell’estate, e sempre nella sua abitazione. “L’ho frequentata massimo per due o tre mesi”, avrebbe raccontato agli investigatori.

Secondo la sua versione, non ci sarebbero mai stati incontri né a Garlasco né a Vigevano.

Il nodo dello scontrino di Vigevano

Il nome dell’uomo è finito al centro delle attenzioni investigative soprattutto per la questione del famoso scontrino del parcheggio di Vigevano, indicato da anni come uno degli elementi collegati all’alibi di Andrea Sempio.

Secondo alcune ricostruzioni, proprio il pompiere avrebbe avuto un ruolo nella consegna dello scontrino arrivato poi all’indagato tramite la madre.

Si tratta di un aspetto che gli investigatori continuano a verificare attentamente per chiarire eventuali incongruenze temporali e ricostruire con precisione gli spostamenti di quel periodo.

La posizione di Andrea Sempio resta intanto sotto osservazione anche dal punto di vista tecnico e scientifico.

Le consulenze difensive sull’impronta 33

Nei prossimi giorni i legali di Sempio dovrebbero depositare nuove consulenze difensive riguardanti alcuni elementi considerati centrali nell’inchiesta.

Tra questi c’è la cosiddetta “impronta 33”, più volte richiamata nelle ricostruzioni investigative sul delitto di Chiara Poggi.

Al centro delle discussioni ci sono anche i cosiddetti soliloqui in auto attribuiti a Sempio, registrazioni su cui esistono interpretazioni differenti.

Secondo i pubblici ministeri, in uno dei passaggi l’indagato direbbe la parola “stronza”, mentre altri consulenti sostengono che la frase pronunciata sarebbe invece “stronzata”.

Una differenza apparentemente minima ma che potrebbe avere un peso importante nell’interpretazione investigativa.

L’ipotesi sul movente e le telefonate

Restano inoltre aperte le valutazioni sul possibile movente dell’omicidio.

In una delle ricostruzioni attribuite agli investigatori, Andrea Sempio avrebbe agito dopo un presunto approccio rifiutato da Chiara Poggi.

Tuttavia, secondo quanto riportato, non esisterebbero al momento elementi considerati decisivi a sostegno di questa teoria.

Tra gli aspetti ancora sotto esame ci sono anche tre telefonate avvenute nei giorni precedenti al delitto e un possibile litigio tra Sempio e Chiara.

In uno dei passaggi riportati nelle ricostruzioni, l’indagato avrebbe ricordato una frase pronunciata dalla ragazza: “Con te non voglio parlare”.

Il mistero della bicicletta nera

Tra i temi che continuano a riemergere nel caso Garlasco c’è anche quello della bicicletta nera vista vicino alla villetta di Chiara Poggi il giorno dell’omicidio.

Negli ultimi sviluppi investigativi sarebbe comparso un nuovo testimone che avrebbe dichiarato di aver visto una bici nera abbandonata nei campi.

La bicicletta rappresenta da anni uno degli elementi simbolo del caso e fu tra gli aspetti richiamati anche nel processo che portò alla condanna definitiva di Alberto Stasi.

Andrea Sempio, però, avrebbe parlato di una bicicletta diversa, descrivendo una “bici rossa” utilizzata abitualmente.

Resta quindi aperto il dubbio sull’identità e sulla provenienza della bici nera citata in diverse testimonianze.

Un caso che continua a dividere l’opinione pubblica

A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso Garlasco continua a generare interrogativi, ricostruzioni contrastanti e nuovi approfondimenti investigativi.

Ogni elemento, anche il più piccolo, viene analizzato nel tentativo di chiarire definitivamente uno dei delitti più discussi della cronaca italiana.

Intanto l’attenzione mediatica resta altissima, mentre proseguono le verifiche su testimonianze, consulenze tecniche e dettagli che potrebbero ancora cambiare il quadro dell’inchiesta.