sabato, Luglio 18

Garlasco, “abbiamo trovato quei punti”: la difesa di Sempio annuncia novità cruciali sul DNA

Giornata cruciale sul fronte difensivo di Andrea Sempio, indagato nel nuovo filone del caso Garlasco. Il 20 novembre, presso il Laboratorio Genomica di Roma, avvocati, consulenti e lo stesso Sempio si sono riuniti per consolidare la strategia tecnico-scientifica legata al punto più delicato dell’inchiesta: il DNA trovato sotto le unghie di Chiara Poggi.

La riunione al Laboratorio Genomica: “Siamo più tranquilli”

L’incontro aveva un obiettivo preciso: verificare i materiali genetici e le immagini originali dell’interno della villetta in cui Chiara fu uccisa il 13 agosto 2007. All’uscita, Sempio ha dichiarato: “Mi sento più tranquillo dopo questi lavori.”

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Una frase breve ma significativa, dopo settimane dominate da tensioni mediatiche, interrogativi e indiscrezioni.

La memoria difensiva dopo il 18 dicembre

Secondo quanto riportato, il team sta valutando la possibilità di depositare una memoria al Tribunale dopo l’udienza fissata per il 18 dicembre, quando i periti nominati dal gip presenteranno i risultati dell’incidente probatorio sul DNA.

Quella sarà la data decisiva per capire se la Procura vorrà procedere con una richiesta di rinvio a giudizio oppure se riterrà non sufficiente il quadro probatorio.

I “punti di contatto indiretto”: cosa significa davvero

A fornire dettagli più concreti è stato l’avvocato di Sempio, Liborio Cataliotti. Il team difensivo ha analizzato:

  • i report genetici della scena del crimine,
  • le fotografie scattate subito dopo l’omicidio,
  • ogni elemento utile a ricostruire possibili contaminazioni involontarie.

Secondo la difesa, l’eventuale presenza del DNA di Sempio sotto un’unghia di Chiara potrebbe essere spiegata solo tramite contatti indiretti attraverso oggetti condivisi, frequentazioni pregresse o elementi ambientali, e non da un’interazione diretta.

Per questo gli esperti hanno individuato quelli che definiscono “punti di contatto potenziali”, già al centro delle verifiche tecniche di queste settimane.

La domanda chiave della difesa: “Perché un solo punto e non altrove?”

Cataliotti ha risposto anche a uno degli interrogativi più citati dai commentatori: come è possibile che un DNA sia stato trovato sotto un’unghia ma non sulle molte impronte rinvenute nella casa?

La difesa ritiene che la dinamica sia compatibile con un trasferimento indiretto e non con un’azione violenta o un contatto fisico tra i due.

L’impronta 33: “Non è di Sempio”

Un altro punto delicato è quello della celebre impronta 33, una traccia individuata sulla parete destra della scala dove fu ritrovato il corpo di Chiara. La Procura la attribuisce a Sempio, ma la difesa appare categorica.

Secondo Cataliotti, la Cassazione richiede almeno 17 punti di corrispondenza per attribuire un’impronta digitale con certezza a un soggetto. L’esperto Palmegiani, dopo aver consultato tecnici riconosciuti a livello nazionale, avrebbe escluso che la traccia sia riconducibile a Sempio:

“Siamo tranquillissimi: nessun esperto consultato ritiene quell’impronta compatibile con quella di Andrea.”

18 dicembre: la giornata decisiva

L’udienza sull’incidente probatorio rappresenta il passaggio più importante di questa fase del procedimento. Saranno i periti del gip a stabilire:

  • la qualità e la quantità del DNA sotto le unghie;
  • se la traccia sia compatibile o meno con un contatto diretto;
  • se esistano forme di contaminazione ambientale.

Solo dopo quella data la Procura valuterà se chiedere o meno il rinvio a giudizio.

Un’indagine che resta sul filo

Con la tensione mediatica attorno a Sempio sempre alta e con il caso Poggi tornato al centro della cronaca dopo quasi vent’anni, il lavoro dei consulenti e la verifica scientifica rappresentano l’unico terreno solido su cui le parti possono oggi confrontarsi.

Le prossime settimane saranno dunque decisive: tra attese, strategie e nuovi dati tecnici, la vicenda del Garlasco Bis resta una delle indagini più delicate e osservate del Paese.