Per il momento Mario Roggero continuerà a scontare la pena nel carcere di Bollate. La sua posizione viene considerata particolarmente delicata e, secondo quanto trapela, non sarebbe legata ad alcun trattamento di favore. Attorno alla sua detenzione, però, continuano a emergere retroscena e interrogativi.
Il gioielliere di Grinzane Cavour, condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi, è stato assegnato al quinto reparto dell’istituto milanese. E proprio quell’assegnazione immediata, secondo alcune ricostruzioni giornalistiche, avrebbe suscitato più di una perplessità.
Leggi anche:Morte di Fakir, i primi esami medico-legali: cosa dovrà chiarire l’autopsia disposta dalla Procura
Leggi anche:Sirmione, ritrovato il corpo di Alexandru: si era tuffato nel lago di Garda per salvare un bambino
Leggi anche:Rapina in banca nel Bolognese, clienti e dipendenti chiusi nel caveau: banditi in fuga
I primi giorni nel reparto

Nello stesso reparto si troverebbero anche detenuti molto noti alle cronache, tra cui Massimo Bossetti, condannato per l’omicidio di Yara Gambirasio, che secondo le ricostruzioni gli avrebbe offerto sostegno per affrontare i primi giorni di detenzione, mettendosi a disposizione per consigli e aiuti pratici.
Sempre nel medesimo reparto, riferiscono i quotidiani, sarebbe recluso anche Fabio Savi, uno dei componenti della banda della Uno Bianca. Un contesto che, insieme all’attenzione mediatica sul caso, rende la posizione del gioielliere particolarmente sotto osservazione.
La richiesta di lavorare come contabile
Nei prossimi giorni Roggero potrebbe essere impiegato come contabile all’interno del penitenziario. Una richiesta che rientra tra le attività previste dall’ordinamento penitenziario, ma che nel suo caso ha assunto un rilievo particolare.
Secondo quanto riferito dalla stampa, infatti, la scelta di costituirsi direttamente a Bollate e la richiesta di ottenere rapidamente un incarico lavorativo interno sarebbero state interpretate da alcuni come un tentativo di rimanere stabilmente nell’istituto. Circostanze che avrebbero alimentato qualche malumore, pur senza che sia stata assunta alcuna decisione ufficiale.
La giornata da detenuto
A raccontare come stia affrontando la vita carceraria è stato il suo avvocato, Stefano Marcolini, secondo cui l’assistito starebbe gradualmente prendendo confidenza con la nuova quotidianità. Roggero divide la cella con un detenuto condannato per traffico di droga, descritto come un ottimo cuoco.
La giornata a Bollate inizia presto, con l’apertura delle celle al mattino e la chiusura alle 20. Al detenuto è consentito trascorrere del tempo all’aria aperta, telefonare ai familiari per dieci minuti al giorno e acquistare alcuni prodotti autorizzati, come pasta e caffè, attraverso lo spaccio interno. Nonostante ciò, continuerebbe a ripetere di non ritenere giusto trovarsi in carcere.
Le abitudini e la passione per i numeri
Tra i dettagli emersi sul suo inserimento c’è anche una particolare passione per la numerologia. Secondo alcune ricostruzioni giornalistiche, il numero 5, che coincide con il giorno del suo compleanno, avrebbe per lui un significato simbolico legato al cambiamento.
Sempre secondo questa lettura, utilizzerebbe specifiche sequenze numeriche come pratica personale per affrontare piccoli disturbi fisici, dal mal di testa al raffreddore. Dettagli che restituiscono il quadro di un uomo alle prese con l’adattamento a una realtà completamente nuova.
L’ipotesi di un trasferimento
Resta però aperta l’ipotesi di un trasferimento in un altro istituto. Bollate, infatti, è noto per il suo modello rieducativo e, nella maggior parte dei casi, vi accedono detenuti che hanno già maturato un lungo periodo di buona condotta in altre carceri.
Per questo la sua permanenza nella struttura milanese non sarebbe affatto scontata. Al momento, comunque, non risulta alcuna decisione ufficiale sul futuro della sua detenzione, che resta legata alle valutazioni dell’amministrazione penitenziaria e agli sviluppi del percorso giudiziario ancora in corso.