Non è la prima volta che il governo italiano prova a regolamentare l’accesso dei minori ai contenuti digitali. Nelle stesse settimane, AgCom ha avviato la chiusura dei primi siti con contenuti pornografici che non avevano applicato le norme per la verifica dell’età degli utenti. Circa 50 i siti coinvolti, con i primi provvedimenti già eseguiti sulle piattaforme italiane. Nei prossimi mesi la stessa misura verrà estesa anche ai grandi portali internazionali.
Questo precedente è importante perché dimostra che il governo è disposto ad applicare restrizioni concrete — e non solo a enunciarle — anche quando si tratta di sfidare piattaforme globali con enormi risorse legali e politiche. La domanda ora è se la stessa determinazione verrà mantenuta quando si tratterà di imporre limiti a colossi come Meta, Google e ByteDance.
Una tendenza globale che l’Italia segue con ritardo
L’Italia non si muove in isolamento. La spinta verso una regolamentazione più severa dell’accesso dei minori ai social network è ormai una tendenza globale. L’Australia è stata la prima a fare il grande passo, con una legge entrata in vigore il 10 dicembre 2025 che vieta l’accesso ai social agli under 16. Nel Regno Unito e in diversi Paesi europei sono in corso dibattiti simili, alimentati da una crescente consapevolezza degli effetti negativi che l’esposizione prolungata ai social network può avere sulla salute mentale degli adolescenti.
L’Italia, con la soglia a 15 anni, si posizionerebbe in una fascia intermedia. Ma al di là del numero specifico, la vera sfida sarà quella dell’applicazione concreta. I sistemi di verifica dell’età oggi disponibili sono notoriamente aggirati con facilità da chi è motivato a farlo. Senza strumenti tecnici efficaci e sanzioni credibili per le piattaforme inadempienti, qualsiasi limite resterà sulla carta.
Il disegno di legge è ancora in fase embrionale. Ma il segnale politico è chiaro: la stagione della totale libertà digitale per i minori potrebbe essere agli sgoccioli. E stavolta, a differenza del passato, sembra che qualcuno intenda fare davvero sul serio.