mercoledì, Giugno 24

Giuli azzera il ministero della Cultura: licenziati i fedelissimi, caos in Fratelli d’Italia

Nuovo terremoto politico al Ministero della Cultura. Il ministro Alessandro Giuli avrebbe deciso di rivoluzionare completamente il proprio staff interno, avviando una serie di revoche e cambiamenti che stanno già provocando forti tensioni dentro Fratelli d’Italia. Una scelta che arriva dopo settimane complicate per il dicastero e che rischia ora di aprire un nuovo fronte politico nella maggioranza.

Secondo le indiscrezioni circolate nelle ultime ore, sarebbero già stati avviati i decreti di revoca per alcuni dei collaboratori più vicini ai vertici del ministero. Tra i nomi più pesanti figurano quello di Emanuele Merlino, responsabile della segreteria tecnica del Mic, ed Elena Proietti, fino a oggi alla guida della segreteria personale del ministro.

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Il caso Regeni dietro la rottura

Alla base della decisione che avrebbe portato all’allontanamento di Merlino ci sarebbe la gestione del caso legato al documentario dedicato a Giulio Regeni. La vicenda aveva provocato forti polemiche dopo il mancato finanziamento del progetto da parte del ministero, situazione che aveva costretto successivamente il Mic a tentare una correzione pubblica.

Secondo quanto trapela dagli ambienti politici, Giuli sarebbe rimasto irritato dalla gestione dell’intera pratica, contestando una mancata vigilanza e una conduzione ritenuta insufficiente su un dossier particolarmente delicato sia dal punto di vista mediatico che politico.

La posizione di Merlino viene considerata strategica da anni all’interno del ministero. Uomo ritenuto vicino al sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, era considerato uno dei principali punti di collegamento tra il dicastero e gli equilibri interni di Fratelli d’Italia. Per questo motivo il suo possibile allontanamento viene letto come un segnale politico molto pesante.

Le tensioni dopo la missione a New York

Anche la posizione di Elena Proietti sarebbe finita sotto osservazione. Secondo le ricostruzioni, alla dirigente verrebbero contestati aspetti organizzativi relativi alla missione istituzionale che il ministro ha effettuato a New York nelle scorse settimane.

Tra gli elementi che avrebbero irritato Giuli ci sarebbe l’assenza della stessa Proietti alla partenza della delegazione ministeriale. Un episodio che avrebbe contribuito a incrinare ulteriormente i rapporti all’interno dello staff del ministro.

Il clima al Collegio Romano, sede del ministero, sarebbe ormai da settimane particolarmente teso. Le ultime decisioni rischiano quindi di aggravare ulteriormente una situazione già complicata da scontri politici, tensioni personali e polemiche pubbliche.

Le polemiche che hanno travolto il Mic

Il Ministero della Cultura è infatti reduce da una lunga serie di controversie che hanno alimentato frizioni interne alla maggioranza. Prima il caso che ha coinvolto Beatrice Venezi al Teatro La Fenice, poi il duro confronto con Pietrangelo Buttafuoco sulla Biennale.

Episodi che hanno progressivamente aumentato la pressione sul ministro Giuli, chiamato a gestire un dicastero diventato nelle ultime settimane uno dei più delicati sul piano politico.

Il caso Merlino assume inoltre un peso ancora maggiore per la storia personale e politica del dirigente. Figlio di Mario Merlino, figura storica della destra radicale italiana legata ad Avanguardia Nazionale, era considerato da molti una presenza influente e strategica negli equilibri del ministero.

Un nuovo fronte dentro Fratelli d’Italia

La decisione di Giuli potrebbe ora avere conseguenze anche all’interno di Fratelli d’Italia. L’eventuale azzeramento dello staff viene interpretato da molti osservatori come il tentativo del ministro di rafforzare il controllo politico sul dicastero e ridisegnare completamente gli equilibri interni.

Resta da capire se la scelta porterà davvero a una nuova fase per il Ministero della Cultura oppure se finirà per alimentare ulteriori tensioni dentro il partito di maggioranza. Nelle prossime ore potrebbero emergere nuovi dettagli e soprattutto nuove reazioni dal mondo politico.

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