Napoli – Il mondo dell’agricoltura italiana piange Alfredo Diana, scomparso all’età di 95 anni nella sua città del cuore, Napoli. Figura di riferimento per decenni nel settore, Diana ha ricoperto incarichi di primo piano, lasciando un segno profondo nella storia politica ed economica del Paese.
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Dalla laurea alla carriera politica
Nato a Roma nel 1930, Diana si laureò in Scienze agrarie presso l’Università di Napoli con una tesi sulla Bufala Campana. Fu proprio lui, in qualità di ministro, a firmare il decreto che attribuì la Dop alla Mozzarella di Bufala Campana. Dopo la laurea, si dedicò alla gestione delle aziende agricole di famiglia: una tenuta in Calabria, successivamente espropriata per la costruzione del porto di San Ferdinando, e altre proprietà in Campania e Sicilia, dove ancora oggi si coltivano le Arance Rosse di Sicilia Igp.
Ruoli istituzionali e riconoscimenti
Presidente di Confagricoltura dal 1969 al 1977, Diana fu parlamentare europeo come indipendente nelle liste della Democrazia Cristiana, senatore per due mandati e vicepresidente della Commissione Agricoltura. Rivestì l’incarico di ministro dell’Agricoltura nel primo governo di Giuliano Amato e, successivamente, nel governo di Carlo Azeglio Ciampi. Nel 1975 fu nominato Cavaliere del Lavoro, incarico che lo portò, dal 1981 al 2001, a presiedere la Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, diventandone poi presidente emerito e decano dell’Ordine al Merito del Lavoro. Era anche accademico emerito dell’Accademia dei Georgofili.
Il Club du Crocodile e l’Europa
Nel 1980, Diana fu tra i principali promotori del Club du Crocodile, gruppo spontaneo di europarlamentari – tra cui Altiero Spinelli – che si batteva per la riforma delle istituzioni europee. Questa iniziativa lo ha consacrato tra i “padri” del nuovo sistema europeo.
Il ricordo delle istituzioni
Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida lo ha ricordato come “un saldo punto di riferimento per gli agricoltori italiani”, sottolineando l’onore di averlo avuto nella Consulta degli ex ministri dell’Agricoltura, organismo creato per individuare obiettivi comuni a difesa del settore, al di là delle divisioni politiche.
Il cordoglio del mondo agricolo
Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, lo ha definito “un innovatore, sempre fiducioso nel progresso e nella ricerca”. Ettore Prandini e Vincenzo Gesmundo di Coldiretti lo hanno ricordato come “un uomo di visione che ha dedicato la sua vita al settore primario”. Cristiano Fini, presidente di Cia-Agricoltori Italiani, ha sottolineato la sua “dedizione e impegno, che hanno lasciato un’impronta importante per il nostro Paese”.
