C’è un ultimo dono che Francesco Guccini, morto il 6 agosto 2026 a 86 anni, ha lasciato ai suoi lettori. È “Calde le pere!”, il libro a cui ha lavorato fino agli ultimi giorni e che uscirà postumo a settembre per Giunti. L’ultima sessione di lavoro con l’editor Paolo Iacuzzi risale al 23 luglio scorso, poche settimane prima della scomparsa.
In quella che è di fatto la sua testimonianza conclusiva, Guccini torna dove tutto era cominciato: Pavana, la frazione dell’Appennino tosco-emiliano che ha attraversato tutta la sua opera, dalle canzoni ai romanzi.
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Le ultime parole di Guccini sul suo libro
Parlando di “Calde le pere!”, il cantautore aveva raccontato di aver voluto nominare erbe, fiori e frutti con i termini del dialetto pavanese, gli stessi che ricorrono in “Cròniche epafàniche” e in “Tralummescuro”. Una scelta non nostalgica ma poetica, legata al valore che ha sempre attribuito alla lingua: le parole, aveva spiegato, sono importanti perché il loro suono è quello con cui impariamo ad amare le cose.
È una dichiarazione che suona come una sintesi di tutta la sua poetica, quella di un autore che ha sempre rivendicato il primato del testo e della parola sulla musica.
Il libro in uscita a settembre per Giunti
“Calde le pere!” arriverà in libreria a settembre, nello stesso mese in cui la famiglia ha annunciato una cerimonia commemorativa aperta a chi lo ha amato. Le esequie, nel rispetto delle sue volontà, si svolgeranno invece in forma strettamente privata.
Il volume si aggiunge a una produzione letteraria vastissima, avviata nel 1989 con “Cròniche epafàniche” e proseguita per oltre trent’anni tra romanzi, memoir e noir, molti dei quali scritti con Loriano Macchiavelli.
L’omaggio della Camera
La notizia della morte è stata accolta anche dalle istituzioni. Nell’Aula della Camera dei deputati l’annuncio è stato seguito da un lungo applauso, con parole di omaggio a un artista definito “poeta e maestro”. Un riconoscimento trasversale, per una figura che ha attraversato quasi sessant’anni di storia culturale italiana.