Trump annuncia la fine della guerra tra Israele e Iran: cessate il fuoco nelle prossime ore
Con un annuncio affidato a Truth Social, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ufficializzato quello che definisce “il cessate il fuoco completo e totale” tra Israele e Iran. La guerra, durata dodici giorni e costata tensioni internazionali senza precedenti, si avvia alla conclusione entro le prossime 24 ore.
“Ufficialmente, l’Iran inizierà il cessate il fuoco, e alla dodicesima ora lo farà Israele. Alla ventiquattresima ora sarà finita la guerra. Durante il cessate il fuoco l’altra parte rimarrà pacifica e rispettosa”, ha dichiarato Trump. Il presidente ha ringraziato entrambi i Paesi per aver mostrato “resistenza, coraggio e intelligenza” nell’evitare un conflitto di lunga durata.
“Questa è una guerra che avrebbe potuto distruggere il Medio Oriente per anni, ma non lo farà. Dio benedica Israele, Dio benedica l’Iran, Dio benedica il mondo intero”, ha concluso Trump in tono solenne.
Una tregua attesa dopo giorni di tensione
La notizia del cessate il fuoco arriva dopo che l’Iran ha lanciato sei missili contro una base americana in Qatar, senza causare vittime. Secondo un’analisi della BBC, si è trattato di una risposta calcolata, simile a quella del 2020 dopo l’uccisione del generale Soleimani: un atto simbolico per “salvare la faccia”, ma non abbastanza da innescare una rappresaglia devastante.
Il Qatar, da sempre alleato diplomatico dell’Iran e contrario agli attacchi di Israele, ha condannato duramente l’azione iraniana, parlando di una violazione della propria sovranità. Eppure l’azione ha avuto l’effetto di accelerare le trattative per un cessate il fuoco.
Israele: “Siamo vicini al completamento degli obiettivi”
Anche da parte israeliana è arrivato un segnale di chiusura. Fonti della sicurezza, riportate dalla CNN, confermano che Israele ritiene quasi completati i suoi obiettivi militari sul suolo iraniano e non intende farsi trascinare in una guerra di logoramento. Il premier Benjamin Netanyahu ha parlato di una missione “molto vicina al completamento”.
Nel frattempo, non si registrano attacchi alle principali basi americane in Iraq, come Ain al-Assad o la base di Arbil. Le forze USA sono comunque in stato di allerta in tutta la regione.
Uno spiraglio diplomatico dopo dodici giorni di fuoco
La “guerra dei 12 giorni” potrebbe dunque terminare con un fragile ma significativo accordo diplomatico mediato dagli Stati Uniti. Sebbene rimangano molte tensioni irrisolte, il cessate il fuoco rappresenta un primo passo verso la de-escalation, che dovrà ora essere consolidato da trattative più strutturate.
Resta da capire quale sarà il ruolo della comunità internazionale, soprattutto dell’Europa, rimasta finora marginale nella gestione del conflitto. L’attenzione resta alta, ma per ora, almeno, le armi tacciono.
