mercoledì, Agosto 5

Guerra Russia-Ucraina, l’allarme del generale Bertolini: “Rischio escalation, cosa succede”

L’avvertimento del generale

“Ogni incidente militare può trasformarsi in un’escalation incontrollata”. È il monito del generale Marco Bertolini, ex comandante della Folgore, intervistato da Italia Oggi. Per l’alto ufficiale, la responsabilità non ricade solo sulla Russia di Vladimir Putin, ma anche sull’Unione Europea, accusata di portare avanti un “gioco sporco sull’Ucraina”.

L’episodio dei droni in Polonia

L’analisi parte dal recente sconfinamento di droni russi nello spazio aereo polacco, che ha fatto scattare l’allarme in Europa e nella Nato. Bertolini osserva: “Potrebbe essere stata una ritorsione. La von der Leyen è appena stata al confine tra Polonia e Bielorussia, definendolo il confine dell’Europa, e Kaja Kallas ha ribadito il sostegno all’Ucraina. Il clima è bellico, come se fossimo davvero in guerra, anche se in realtà è un conflitto non dichiarato, comodo, combattuto da altri mentre noi forniamo armi, soldi e parole”.

Le fragilità interne dell’Unione Europea

Il generale mette in luce anche il contesto politico interno: crisi in Francia e Germania, ascesa dell’AfD nei sondaggi, instabilità in Gran Bretagna. In questo quadro, dice Bertolini, “ogni incidente viene cavalcato per alzare il livello della tensione, come nel caso della fake news sull’aereo della von der Leyen con GPS bloccato dai russi”.

Secondo l’ex comandante, l’UE usa la minaccia esterna come collante politico per compensare le proprie debolezze.

Identità nazionali soffocate

Bertolini accusa Bruxelles di voler sostituire le identità nazionali con una sovranità comunitaria rafforzata. “La difesa comune diventa lo strumento per imporre questa sovranità europea, soffocando le velleità nazionali che ancora resistono in molti Paesi”.

Kiev e il vantaggio del clima di allarme

L’Ucraina, aggiunge il generale, trae vantaggio da questa situazione: “Il messaggio è che tutta l’Europa è in pericolo e che, dopo l’Ucraina, toccherà ad altri Paesi. Questo rafforza la percezione di un fronte compatto contro la Russia”.

Bertolini sottolinea anche la “collaborazione strana” tra Bielorussia, Polonia e Lituania, che hanno trattato lo sconfinamento dei droni come un evento comune da gestire, rafforzando l’idea di un asse europeo contrapposto a Mosca.

Le accuse all’UE e i rischi futuri

L’ex comandante della Folgore critica duramente le mosse istituzionali: dalla proposta di un “muro di droni” di Ursula von der Leyen alle dichiarazioni della commissaria Kaja Kallas che ha parlato di una “Russia da dividere”. “I leader UE – conclude Bertolini – stanno combattendo per la loro stessa sopravvivenza politica, legata alla continuazione di questa guerra comoda combattuta dagli ucraini. Non vogliono ammettere la sconfitta”.