domenica, Luglio 5

Meloni a Rama: “Responsabilità non mia sui centri in Albania”. Schlein: “Hai fallito”

Nel pieno delle tensioni politiche sulla gestione dei flussi migratori, si è svolto a Roma il vertice tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il primo ministro albanese Edi Rama. L’incontro ha confermato la volontà dei due Paesi di proseguire nella cooperazione prevista dal Protocollo Italia-Albania sui migranti, nonostante le critiche dell’opposizione e i ritardi accumulati nella costruzione dei centri di accoglienza in territorio albanese.

Meloni difende il protocollo: “Il modello funziona, ma qualcuno ha provato a bloccarlo”

GIORGIA MELONI PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

Durante la conferenza stampa congiunta, Meloni ha ribadito la validità dell’accordo: “Non tutti hanno compreso la portata del modello. Molti hanno lavorato per frenarlo o bloccarlo, ma noi andremo avanti”. La premier ha sottolineato che la collaborazione con l’Albania rappresenta un cambio di paradigma nella politica migratoria europea e ha ricordato la “forte amicizia” tra i due Paesi, sottolineata dal fatto che “quasi venti ministri italiani e albanesi hanno dialogato in italiano senza traduzioni”.

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Riguardo ai centri per migranti in Albania, Meloni ha ammesso i ritardi ma ha precisato: “Quando entrerà in vigore il nuovo Patto Ue su migrazione e asilo, i centri funzioneranno come dovevano dall’inizio. I due anni persi non sono responsabilità del mio governo”.

Ha quindi invitato le istituzioni europee e nazionali a “assumersi le proprie responsabilità”, escludendo ogni colpa diretta dell’esecutivo.

Le reazioni dell’opposizione: Schlein e Conte attaccano

Le dichiarazioni della premier hanno scatenato dure critiche da parte dell’opposizione. La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha replicato con parole durissime:
“Meloni ha fallito. I centri in Albania sono inumani, illegali e vuoti. Ha sprecato 800 milioni di euro di fondi pubblici per strutture mai operative”. Schlein ha ricordato come la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo avesse già segnalato l’incompatibilità di tali strutture con il diritto comunitario, accusando la premier di non voler ammettere il fallimento politico del progetto.

Sulla stessa linea anche Matteo Orfini (Pd), che ha parlato di “gioco dell’oca che riparte da zero” e ha rivelato che la Corte dei Conti avrebbe aperto un’indagine sui costi e sulle inefficienze del programma.

Durissimo anche l’intervento di Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, attualmente impegnato nella campagna elettorale in Puglia: “Per la prima volta Meloni ammette di aver perso due anni. In questo tempo sono stati sprecati oltre un miliardo di euro. Serve una vera redistribuzione europea dei migranti, non accordi spot che sottraggono agenti alle nostre città”.

Il vertice Italia-Albania e i nuovi equilibri europei

Nonostante le polemiche, Meloni e Rama hanno riaffermato la collaborazione strategica tra i due Paesi. Durante il vertice intergovernativo, sono stati firmati sedici accordi bilaterali su sicurezza, difesa e cooperazione allo sviluppo, a conferma della centralità dell’Albania come partner privilegiato dell’Italia nei Balcani.

Meloni ha ribadito la volontà di “rafforzare la presenza italiana nel Mediterraneo” e di fare del modello con l’Albania “un riferimento per la gestione condivisa dei flussi migratori”. Resta tuttavia l’ombra delle polemiche politiche interne e il crescente malcontento di Bruxelles per i costi e i ritardi accumulati, che rischiano di trasformare il progetto in un caso europeo.

Uno scontro politico destinato a continuare

Il confronto tra Meloni e Schlein segna un nuovo capitolo della battaglia politica sulla gestione dei migranti e delle risorse pubbliche. Mentre la premier difende il suo modello come “efficiente e sovrano”, l’opposizione denuncia una strategia fallimentare che avrebbe generato più problemi che soluzioni. Il prossimo passo sarà la verifica dell’effettivo funzionamento dei centri in Albania: una prova politica decisiva per il governo e per la credibilità del Protocollo Italia-Albania.