martedì, Marzo 31

Salis e Antifa, l’inchiesta sui presunti legami politici tra Italia e Germania

Un’inchiesta internazionale, più Paesi coinvolti e un perimetro ancora tutto da chiarire. È questo il contesto in cui torna al centro del dibattito il nome di Ilaria Salis, già nota per il caso giudiziario ungherese legato ai fatti di Budapest del 2023.

Secondo indiscrezioni provenienti dalla Germania, i magistrati di Berlino starebbero approfondendo un filone investigativo più ampio, che andrebbe oltre il singolo caso e punterebbe a verificare presunti legami tra ambienti politici italiani e gruppi antifascisti tedeschi.

Un’indagine delicata, su cui al momento non esistono conferme ufficiali definitive, ma che si inserisce in uno scenario internazionale già complesso.

Il contesto: tra Germania, Ungheria e Stati Uniti

La vicenda si muove su più livelli.

Da un lato c’è la Germania, dove le autorità di sicurezza monitorano da anni alcune frange dell’estrema sinistra considerate violente. Dall’altro c’è l’Ungheria, che ha avviato procedimenti giudiziari per gli scontri avvenuti durante il cosiddetto “Giorno dell’Onore” a Budapest nel 2023.

In mezzo, gli Stati Uniti, che nel novembre 2025 hanno compiuto un passo significativo: il Dipartimento di Stato ha inserito alcune sigle – tra cui FAI/FRI e Antifa Ost – tra le organizzazioni soggette a misure antiterrorismo globale.

Una decisione che ha ampliato il focus della sicurezza internazionale, includendo per la prima volta gruppi legati all’estrema sinistra europea.

Chi è Antifa Ost e perché è sotto osservazione

Tra le realtà citate nelle ricostruzioni investigative compare Antifa Ost, network associato alla cosiddetta Hammerbande (banda del martello).

Secondo le autorità tedesche, si tratterebbe di una struttura radicale coinvolta in aggressioni mirate contro ambienti neonazisti e già oggetto di procedimenti per associazione criminale.

È proprio questa rete che, secondo alcune ipotesi investigative, potrebbe essere collegata agli episodi di violenza registrati a Budapest nel 2023.

In quel contesto, le autorità ungheresi sostengono l’esistenza di un’azione coordinata tra militanti di diversi Paesi, tra cui Germania e Italia.

Il nome di Salis e il nuovo filone d’indagine

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