martedì, Giugno 30

Caso Delmastro, si dimette anche lei dalla giunta Piemonte: cosa sta succedendo

Per giorni ha resistito, tra pressioni politiche, attacchi dell’opposizione e un clima sempre più teso anche all’interno della maggioranza. Poi, alla fine, è arrivata la decisione che in molti ormai consideravano inevitabile.

Elena Chiorino si è dimessa dalla giunta regionale del Piemonte, chiudendo una fase politica segnata da polemiche e da un’inchiesta che, pur non coinvolgendola direttamente secondo la sua versione, ha finito per travolgerla.

Leggi anche:Meloni e il Quirinale: “Può arrivare un presidente…”. Poi l’attacco a Vannacci

Leggi anche:Sondaggi SWG, cala Fratelli d’Italia ma resta primo: Futuro Nazionale fa boom

Leggi anche:Trump, la Corte Suprema respinge il ricorso sul caso E. Jean Carroll: definitiva la condanna civile da 5 milioni

Un passo indietro che arriva dopo giorni di crescente esposizione mediatica e dopo le dimissioni del suo riferimento politico, Andrea Delmastro.

La pressione politica e il caso Delmastro

Il nome di Chiorino è finito al centro del dibattito politico nelle ultime settimane, in un contesto sempre più complicato per Fratelli d’Italia. Le opposizioni hanno alzato il livello dello scontro, chiedendo con insistenza le sue dimissioni e puntando il dito contro quella che veniva definita una gestione poco chiara della vicenda.

Col passare dei giorni, le pressioni non sono arrivate solo dall’esterno: anche all’interno della stessa maggioranza guidata dal presidente Alberto Cirio si sono registrati segnali di disagio. Un isolamento politico progressivo che ha reso sempre più difficile la permanenza in giunta.

L’inchiesta sulla “Bisteccheria d’Italia”

Al centro della crisi c’è l’indagine sulla cosiddetta “Bisteccheria d’Italia”, su cui la Direzione Distrettuale Antimafia sta lavorando per verificare possibili legami con operazioni di riciclaggio. Gli sviluppi emersi nelle ultime ore avrebbero contribuito ad accelerare la decisione di Chiorino, preoccupata dalle ripercussioni politiche che la vicenda stava generando.

Pur non essendo accusata direttamente, il suo nome è rimasto associato al caso per via dei rapporti politici e del contesto in cui si inserisce l’indagine.

Le dimissioni e la versione di Chiorino

Nella nota ufficiale, l’ormai ex assessora ha spiegato di aver scelto di dimettersi per “senso di responsabilità”, sottolineando la volontà di non danneggiare ulteriormente l’azione della giunta regionale. Allo stesso tempo, ha difeso con decisione la propria posizione, definendosi “una persona perbene” e prendendo le distanze da qualsiasi coinvolgimento diretto nell’inchiesta.

Chiorino ha parlato anche di strumentalizzazione politica, sostenendo di essere stata oggetto di attacchi che andrebbero oltre i fatti.

Cosa succede ora

Le dimissioni non chiudono la vicenda, ma segnano un passaggio importante. Da un lato, la giunta Cirio dovrà gestire le conseguenze politiche e riorganizzare gli equilibri interni. Dall’altro, l’inchiesta continuerà il suo percorso per chiarire eventuali responsabilità. Chiorino, intanto, ha assicurato che continuerà la sua attività politica all’interno di Fratelli d’Italia, dichiarando di voler difendere la propria onorabilità in tutte le sedi.

La sensazione è che la partita sia tutt’altro che chiusa e che gli sviluppi delle prossime settimane possano avere un impatto più ampio anche sugli equilibri politici nazionali.