Oggi, martedì 4 febbraio 2026, una scossa di terremoto di magnitudo ML 2.6 ha scosso l’Appennino emiliano, un’area di confine tra Emilia-Romagna, Lombardia, Liguria e Piemonte.

Il sisma, avvenuto alle 13:09 ora italiana, è stato localizzato a circa 3 chilometri a ovest di Zerba, in provincia di Piacenza, a una profondità di 10 chilometri. Sebbene la magnitudo possa sembrare modesta, la sua rilevanza non deve essere sottovalutata, specialmente in un territorio come quello appenninico, dove la storia sismica è ricca e complessa.
Secondo i dati forniti dalla Sala Sismica dell’INGV di Roma, l’epicentro è stato individuato alle coordinate 44.6773 di latitudine e 9.2597 di longitudine. La scossa è stata avvertita in diversi centri dell’alta Val Trebbia e nelle vallate limitrofe, in particolare nei comuni più vicini all’epicentro. Località come Zerba, Cerignale, Brallo di Pregola e Gorreto hanno sentito il tremore, un evento che, sebbene di lieve entità, riporta alla mente la vulnerabilità di un territorio spesso colpito da scosse sismiche.
La sismicità dell’Appennino settentrionale è definita moderata ma costante. Qui, le strutture geologiche complesse, frutto della spinta della placca africana contro quella euroasiatica, generano un sistema di faglie che può produrre terremoti di bassa o media magnitudo. Eventi come quello di oggi sono frequenti e rappresentano il normale rilascio di energia accumulata nel sottosuolo. In effetti, la maggior parte delle scosse sismiche in questa regione sono contenute e raramente provocano danni, ma la loro presenza è un costante promemoria della potenza della natura.
Nonostante la scossa odierna sia stata lieve, l’Appennino ha una storia di terremoti significativi. Il forte terremoto del 1920, che colpì duramente la Lunigiana, è uno degli eventi più noti, avvertito anche in parte dell’Emilia occidentale e della Liguria. Più recentemente, nel 2003, una scossa superiore a magnitudo 5 ha interessato l’Appennino bolognese, mentre nel 2012 la pianura emiliana ha subito una sequenza sismica devastante, con vittime e gravi danni. Questi eventi hanno lasciato un segno profondo nella memoria collettiva, rendendo la popolazione più consapevole della necessità di preparazione e prevenzione.



