Il Festival di Sanremo 2026 si avvicina a grandi passi, e l’attesa è palpabile. Oggi, lunedì 23 febbraio, si è tenuta la prima conferenza stampa ufficiale, un momento cruciale che segna l’inizio della settimana più seguita della televisione italiana.

Carlo Conti, direttore artistico e conduttore, insieme alla co-conduttrice Laura Pausini, ha svelato alcune anticipazioni su ciò che ci aspetta al Teatro Ariston. Ma non è solo la musica a dominare la scena; le emozioni, le tensioni e le aspettative si intrecciano in un racconto che va oltre le note.

La 76esima edizione del Festival non è solo un evento musicale, ma un vero e proprio rito collettivo che coinvolge milioni di italiani. Ogni anno, Sanremo diventa il palcoscenico di storie, di sogni e di sfide. Quest’anno, però, c’è un elemento in più: la contemporaneità. Carlo Conti ha espresso la sua disperazione, non per la pressione del Festival, ma per le sorti della sua amata Fiorentina, impegnata in campionato e coppa. Un dettaglio che, sebbene possa sembrare marginale, rivela la vulnerabilità di un uomo che, dietro il suo ruolo di conduttore, è prima di tutto un appassionato tifoso.
“Sono disperato”, ha esclamato Conti, un’affermazione che ha colto di sorpresa i presenti. La sua passione per il calcio, unita alla responsabilità di dirigere uno dei festival più importanti d’Europa, crea un contrasto affascinante. La sua sincerità ha rotto il ghiaccio, rendendo la conferenza stampa un momento di autentica connessione con il pubblico. Questo è il Sanremo di Carlo Conti: un festival che non teme di mostrare le sue fragilità, che abbraccia la vita in tutte le sue sfaccettature.
La conferenza ha visto anche momenti di commozione, come quando Conti ha omaggiato Pippo Baudo, un faro per tutti i conduttori. “La differenza fra presentare e condurre è proprio questa: il presentatore lo può fare chiunque; il conduttore è un regista in scena”, ha detto. Le sue parole risuonano come un tributo a un’epoca in cui il Festival era un evento che segnava il ritmo della cultura italiana. Oggi, mentre il mondo cambia, Sanremo cerca di rimanere un punto di riferimento, un luogo dove la musica e le emozioni si intrecciano.
Laura Pausini, co-conduttrice di quest’edizione, ha condiviso il suo percorso, rivelando di aver contattato Pippo Baudo per ricevere consigli prima di accettare l’incarico. La sua vulnerabilità, la sua ansia, sono state accolte con calore, creando un’atmosfera di solidarietà tra i due. “Lo devo a lui”, ha detto Pausini, sottolineando l’importanza del supporto reciproco in un contesto così competitivo e visibile.
La tecnologia quest’anno gioca un ruolo fondamentale. Il palco del Teatro Ariston, progettato dallo scenografo Riccardo Bocchini, promette di essere immersivo, rompendo le barriere tra artisti e pubblico. Non si tratta solo di un restyling estetico, ma di un cambiamento radicale che mira a trasformare l’esperienza visiva e sonora. Questo approccio innovativo riflette la volontà di Carlo Conti di rendere il Festival un evento che non solo celebra la musica, ma che coinvolge emotivamente tutti i presenti.
Ma il Festival di Sanremo non è solo un palcoscenico per artisti affermati. Quest’anno, le campionesse olimpiche Arianna Fontana, Francesca Lollobrigida ed Elisa Vittozzi saliranno sul palco, portando con sé una ventata di freschezza e ispirazione. La loro presenza sottolinea l’importanza dello sport e della musica come elementi unificanti, capaci di superare le barriere e di creare un senso di comunità.

In un contesto di crescente polarizzazione politica, Carlo Conti ha affrontato anche la questione della presenza di figure pubbliche come Giorgia Meloni al Festival. “È una cittadina libera, se compra il biglietto è libera di venire al festival”, ha dichiarato, mantenendo un tono neutro e rispettoso. Questo approccio riflette la volontà di Conti di mantenere il Festival al di sopra delle polemiche, concentrandosi sull’arte e sulla musica piuttosto che sulle divisioni politiche.

Le aspettative per il Festival di Sanremo 2026 sono alte. Gli artisti in gara, come Fedez e Marco Masini, parlano di un “grido liberatorio”, un desiderio di esprimere emozioni attraverso la musica. Malika Ayane e Francesco Renga, con le loro parole, evocano un senso di leggerezza e di consapevolezza del presente. Questo clima di positività è contagioso e si riflette nell’atmosfera che circonda il Festival.
Un dato curioso emerso alla vigilia dell’edizione è che quasi due milioni di italiani hanno scelto una canzone del Festival come suoneria del cellulare. Questo fenomeno dimostra quanto Sanremo sia radicato nella cultura popolare italiana, un evento che continua a influenzare le vite quotidiane delle persone. Le canzoni diventano parte della nostra identità, accompagnandoci nei momenti più significativi.
Il Festival di Sanremo 2026 si preannuncia come un viaggio emozionante, un’esperienza che va oltre la musica. Carlo Conti e Laura Pausini, con la loro umanità e la loro passione, ci invitano a riflettere su ciò che significa essere parte di una comunità. In un mondo in cui le divisioni sembrano prevalere, Sanremo si erge come un simbolo di unità, un luogo dove le emozioni possono essere condivise e celebrate.
La conferenza stampa di oggi ha segnato solo l’inizio di un’avventura che promette di essere indimenticabile. Mentre il Teatro Ariston si prepara ad accogliere artisti e pubblico, l’eco delle parole di Carlo Conti risuona: “Sanremo per me è una seconda casa”. E in questo abbraccio tra passato e presente, tra musica e vita, ci troviamo tutti coinvolti, pronti a vivere un’altra edizione di un festival che continua a scrivere la storia della musica italiana.
In un’epoca in cui la musica può sembrare solo un sottofondo, Sanremo ci ricorda che è molto di più. È un linguaggio universale, una forma d’arte che parla al cuore delle persone. E mentre ci avviciniamo all’inizio di questa nuova edizione, ci rendiamo conto che, al di là delle polemiche e delle aspettative, ciò che conta davvero è la capacità della musica di unire, di emozionare e di farci sentire vivi.
Il Festival di Sanremo 2026 è alle porte, e con esso, un’opportunità per sognare, per sperare e per celebrare la bellezza della musica. Carlo Conti e Laura Pausini, con il loro entusiasmo e la loro dedizione, ci invitano a vivere insieme questa esperienza unica. E mentre le luci si accendono sul palco, ci prepariamo a lasciarci trasportare da un viaggio che promette di essere indimenticabile.


















