giovedì, Maggio 28

Ornella Vanoni, cosa voleva per il suo funerale: il video da Fazio

Ornella Vanoni parlava della morte con un’ironia rara, lucida e piena di vita. E oggi, dopo la sua scomparsa a 91 anni, tornano virali le sue parole sul funerale “perfetto”, raccontato con naturalezza a Che Tempo Che Fa, davanti a Fabio Fazio. Un racconto che oggi assume un valore emotivo ancora più forte.

«Il vestito ce l’ho già, è Dior»: la leggerezza che spiazza

Durante una puntata del 2023, la cantante aveva rivelato i dettagli del suo addio, come se stesse parlando di un nuovo progetto artistico.

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«Adesso scelgo il vestito, la bara deve costare poco perché devo essere bruciata», diceva sorridendo. Poi aggiungeva, con la sua ironia inconfondibile: «Il vestito ce l’ho, è di Dior».

Nel video riproposto sui social nelle ultime ore, la Vanoni parla con leggerezza, come se la morte fosse un’altra scena da preparare con stile, eleganza e libertà.

La musica di Paolo Fresu e le ceneri in mare

A completare il suo “funerale ideale”, la cantante aveva chiesto un ultimo gesto poetico:

  • la musica del jazzista Paolo Fresu, scelto per accompagnare l’ultimo saluto;
  • le ceneri disperse in mare, con una preferenza per Venezia.

«Buttatemi in mare, quello che vi pare… Mi piacerebbe Venezia. Fate come volete»

, rispondeva a Fazio, che le chiedeva perché fosse così serena sull’argomento.

«Siamo lì vicini», aveva risposto l’artista, con la sua consueta ironia malinconica.

L’appello al sindaco Sala: «Datemi un’aiuola, ma da viva»

In un’intervista del 2024 al Corriere della Sera, Ornella Vanoni aveva espresso un desiderio molto concreto: essere ricordata con una semplice aiuola in centro a Milano, non un monumento.

«Mi dedichi un’aiuola. La voglio da viva. ‘Aiuola Ornella Vanoni, manutenuta da lei’. Io me ne prenderei cura: fiori e pomodori», aveva detto.

Un’idea che riassume perfettamente il suo spirito: elegante, ironico, leggero ma radicato nella realtà.

Un addio raccontato prima di arrivare

Ornella Vanoni ha parlato spesso della fine, senza paura. Non era morbosa, non era cupa: era consapevole. Negli ultimi anni aveva ribadito più volte quanto fosse importante “lasciare un segno” ma anche alleggerire il peso del passaggio.

Il funerale che immaginava, tra Dior, jazz e mare, non era un capriccio. Era un modo di dichiarare ancora una volta chi era: una donna che ha vissuto tutto con eleganza, ironia e un’indipendenza feroce.

Oggi quelle parole commuovono, ma soprattutto ricordano quanto fosse unica.

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