L’area è finita al centro dell’attenzione per le ipotesi investigative che, nel corso degli anni, hanno collegato Villa Osio a vicende giudiziarie irrisolte. Tra queste, la scomparsa del giudice Paolo Adinolfi nel 1994 e, più indirettamente, quella di Emanuela Orlandi.
Secondo ricostruzioni basate su testimonianze e dichiarazioni di collaboratori di giustizia, la villa sarebbe stata in passato nella disponibilità di ambienti legati alla Banda della Magliana. In particolare, l’ex cassiere Enrico Nicoletti acquistò la proprietà nei primi anni Ottanta. Alcune fonti hanno ipotizzato che i sotterranei potessero essere stati utilizzati come nascondiglio o deposito.
Il contributo di Don Domenico Celano
Un ruolo rilevante nelle recenti verifiche lo avrebbe avuto Don Domenico Celano, che avrebbe indicato ai tecnici il punto preciso dove cercare l’accesso al cunicolo. In un documento recentemente reso pubblico, il sacerdote ha descritto la presenza di collegamenti sotterranei già mappati in passato da speleologi.
Secondo quanto riportato, la rete di tunnel potrebbe estendersi sotto la villa con passaggi finora mai esplorati ufficialmente. Gli scavi, pianificati con particolare attenzione alla sicurezza, mirano ora a verificare la stabilità delle strutture e ad accedere ai livelli inferiori.
Gli scavi e i prossimi sviluppi
Nei prossimi giorni dovrebbe iniziare la fase operativa degli scavi. L’obiettivo è duplice: garantire condizioni di sicurezza adeguate ed esplorare i sotterranei per accertare l’eventuale presenza di elementi di rilievo storico o giudiziario.
Il sito, oggi centro culturale e musicale tra i più noti della capitale, si trova così al centro di un nuovo capitolo investigativo che intreccia storia recente, criminalità organizzata e uno dei misteri più discussi degli ultimi quarant’anni.



















