La comunità politica bresciana si è svegliata oggi avvolta in un velo di profonda tristezza. La notizia della scomparsa di Gianbattista Ferrari, figura chiave per il tessuto civile e istituzionale del territorio, ha colpito come un fulmine a ciel sereno.

Non si tratta solo di un vuoto politico, ma di una mancanza che tocca le corde più intime della comunità, un dolore che va ben oltre i confini della dialettica di partito. In un’epoca spesso segnata da una politica urlata e da conflitti ideologici, il ricordo che emerge in queste ore è quello di un uomo che ha saputo fare della pacatezza e dell’ascolto le sue cifre distintive.
Ferrari non era solo un amministratore; era un esempio di cittadinanza attiva, un uomo che ha vissuto ogni incarico come una missione verso il prossimo. La sua scomparsa non segna solo la perdita di un militante, ma di un faro di umanità e dedizione. La sua figura ha incarnato l’idea di militanza come un dono continuo e incondizionato, capace di unire le persone al di là delle appartenenze ideologiche. La comunità si stringe attorno alla sua memoria, riconoscendo in lui un protagonista instancabile, un esempio di come si possa fare politica con passione e generosità.
Il Partito Democratico bresciano ha espresso il suo profondo cordoglio attraverso una nota ufficiale, descrivendo Ferrari come una figura che ha segnato con passione, dedizione e generosità gratuita la vita politica e civile della comunità. Le parole scelte dai suoi compagni di partito non sono solo un tributo, ma un riconoscimento di un’eredità che continuerà a sollecitare la comunità a operare per il bene comune. Gianbattista ha interpretato l’impegno pubblico come un servizio autentico, mettendo sempre al centro le persone, i bisogni concreti e il valore della partecipazione.
La sua visione non era meramente amministrativa, ma radicata in un concetto di solidarietà e responsabilità collettiva. In un mondo dove il cinismo sembra prevalere, la sua attitudine positiva e la sua naturale propensione verso gli altri lo hanno reso un punto di riferimento non solo per il centrosinistra locale, ma per tutti coloro che hanno avuto il privilegio di incrociare il suo cammino. La politica lombarda, come ha sottolineato l’onorevole Gian Antonio Girelli, perde con lui un riferimento di immenso valore.
Girelli ha ricordato con commozione l’aspetto umano del collega, definendolo un “uomo buono”, capace di affrontare le sfide con un sorriso. Questa umanità, questa capacità di vedere oltre il mero interesse politico, è ciò che rende la sua perdita ancora più dolorosa. “Mancherà Gianbattista”, ha concluso l’onorevole, e queste parole risuonano come un eco di un’assenza che si farà sentire in ogni angolo della comunità.



















