Il legale ribadisce una posizione netta: Di Vita è da considerarsi parte offesa, non sospettato.
Indagini ancora senza indagati
Nonostante le ore di interrogatori e gli sviluppi investigativi, al momento il fascicolo resta contro ignoti. Nessun nome è stato ancora iscritto nel registro degli indagati.
Gli inquirenti attendono ora un passaggio cruciale: la relazione completa dell’autopsia, attesa entro la fine di aprile sul tavolo della procura di Larino.
Solo dopo sarà possibile fare chiarezza su cosa abbia realmente provocato la morte delle due donne e se la ricina sia stata effettivamente la causa diretta del decesso.
Un caso ancora pieno di domande
Restano molti interrogativi: come sarebbe avvenuta l’eventuale contaminazione? In quali circostanze? E soprattutto, chi potrebbe essere coinvolto?
Per ora, l’unica certezza è il dramma di una famiglia travolta da una tragedia improvvisa e da un’indagine che, giorno dopo giorno, assume contorni sempre più inquietanti.
Un giallo ancora senza risposta, destinato a segnare profondamente l’opinione pubblica nelle prossime settimane.