Nel pieno delle tensioni internazionali e di un clima geopolitico sempre più instabile, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella torna su uno dei grandi temi irrisolti dell’Unione Europea: la difesa comune. Un progetto immaginato da oltre settant’anni e rimasto ancora incompiuto. Le sue parole, pronunciate durante l’incontro del foro di dialogo Italia-Spagna, sono un monito e allo stesso tempo un invito ad abbandonare l’immobilismo che negli anni ha frenato l’integrazione europea.
La guerra in Ucraina, la nuova assertività della Russia, le frizioni interne alla NATO e la crescita delle potenze globali stanno ridefinendo gli equilibri del mondo. In questo scenario, Mattarella mette in guardia da una realtà evidente: senza una vera capacità autonoma di difesa, l’Europa resta vulnerabile.
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“La mancata difesa comune mostra oggi esiti drammatici”
Il capo dello Stato ha ricordato come la difesa comune sia un progetto antico. «Ipotizzata da oltre settant’anni», ha detto, citando il Trattato di Parigi del 1952 e le conclusioni del Consiglio europeo di Helsinki del 1999, che prevedevano la capacità di schierare tra i 50.000 e i 60.000 uomini entro il 2003. Nulla di tutto questo è stato realizzato.
Mattarella descrive questa lunga inazione come elemento determinante delle «drammatiche conseguenze» che oggi l’Europa si trova ad affrontare: ritardi, dipendenze, vulnerabilità e la costante sensazione di non riuscire a incidere sulle crisi globali.

Nel suo intervento, il presidente ha parlato di un’Europa “in ritardo” e ha insistito sulla necessità di avere «visione» e «urgenza» nell’agire. L’obiettivo? Colmare quelle che definisce «carenze strategiche» ormai diventate troppo evidenti per poter essere ignorate.
Italia e Spagna, “alleate naturali” nel percorso europeo
Il discorso di Mattarella si inserisce in un contesto più ampio: il rafforzamento dei rapporti tra Italia e Spagna. Due Paesi che, nelle sue parole, sono «alleati naturali» e che possono giocare un ruolo chiave nel guidare un’Europa più unita e più capace di affrontare le sfide globali.
Tra queste, oltre alla difesa comune, il presidente cita temi cruciali come sicurezza alimentare, cambiamento climatico, architettura di sicurezza e completamento del mercato unico.
Letta rilancia: “La scadenza del 2028 non resti solo sulla carta”
A rafforzare il messaggio del Colle è intervenuto anche Enrico Letta, coordinatore del foro Italia-Spagna e autore del rapporto che ha proposto la cosiddetta quinta libertà europea: la piena mobilità dei capitali e degli investimenti per rafforzare la crescita.
Letta si è rivolto ai vicepresidenti della Commissione Ue Raffaele Fitto e Teresa Ribera chiedendo una «mobilitazione politica» affinché il 2028 diventi una scadenza concreta per l’integrazione del mercato unico e non un semplice punto all’ordine del giorno.
La risposta di Ribera è stata cauta ma ottimista: il traguardo non dipenderà solo dalla Commissione, ma dalla volontà dei Paesi membri.
Tajani: “Italia e Spagna guardino all’America Latina per non lasciare spazio alla Cina”
Nel corso del forum è intervenuto anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha sottolineato l’importanza strategica dell’America Latina per l’Europa. Secondo il vicepremier, Italia e Spagna dovrebbero cooperare ulteriormente per costruire relazioni politiche ed economiche solide, evitando che la regione finisca sotto un’influenza cinese ormai crescente.
Una chiamata all’azione per un’Europa più autonoma
Il messaggio di Mattarella è chiaro: l’Europa deve smettere di rinviare. La difesa comune non è più un’ipotesi accademica o un progetto a lungo termine. È un’emergenza politica.
In un mondo in cui le crisi si moltiplicano e gli equilibri si spostano rapidamente, i Paesi europei non possono più permettersi ambiguità o mezze misure. La difesa comune diventa così il simbolo di una scelta più grande: decidere se l’Europa vuole essere un attore o uno spettatore nelle sfide del XXI secolo.