martedì, Luglio 21

Sinner, silenzio dopo la morte di Pietrangeli: cosa c’è davvero dietro

La morte di Nicola Pietrangeli

, leggenda assoluta del tennis italiano, ha generato un’ondata di messaggi, ricordi e tributi da parte di atleti, dirigenti e appassionati. Tutti, tranne uno. Manca infatti la voce più attesa: quella di Jannik Sinner, numero 2 al mondo e simbolo del nuovo tennis italiano. Un’assenza che non passa inosservata e che, dopo diverse ore, sta alimentando interrogativi e ipotesi contrastanti.

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Il silenzio di Sinner non è nuovo e non rappresenta un gesto clamoroso, almeno secondo il suo entourage. Ma per molti tifosi, in un momento così delicato per la storia sportiva del Paese, la mancanza di un messaggio pubblico suona perlomeno anomala.

Sinner introvabile: vacanza alle Maldive e telefono spento

Una prima spiegazione è la più semplice: Sinner potrebbe non essersi accorto di nulla. Dal 17 novembre, il giorno successivo al trionfo alle Nitto ATP Finals, l’altoatesino si è letteralmente eclissato dai social, volando alle Maldive con la fidanzata Laila Hasanovic per un periodo di relax totale.

Niente post, niente stories, nessuna attività digitale: solo mare, riposo e disconnessione. Possibile quindi che Sinner non sia a conoscenza della notizia o che abbia scelto di vivere queste settimane senza smartphone, come già accaduto in passato dopo periodi intensi di competizioni.

Il nodo dei rapporti con Pietrangeli

Se però si va oltre la superfice, emerge un secondo scenario più complesso. Tra Pietrangeli e Sinner, infatti, il rapporto non è mai stato idilliaco. Negli ultimi anni, l’ex campione è stato spesso critico nei confronti del giovane fenomeno, soprattutto sul tema della Coppa Davis.

«È un grande schiaffo al mondo sportivo italiano. Deve giocare a tennis, mica fare una guerra», aveva dichiarato Pietrangeli dopo il forfait di Sinner nell’edizione più discussa della competizione. Una battuta che lasciò il segno tra tifosi e addetti ai lavori.

Non solo. In un’intervista all’Adnkronos dello scorso anno, Pietrangeli era tornato sull’argomento negando invidia ma aggiungendo una frase destinata a far discutere: «Il miglior tennista italiano di tutti i tempi, e forse pure austriaco». Un’ironia pungente che molti avevano interpretato come una stoccata all’altoatesino.

Pietrangeli, la figura scomoda ma rispettata

Va detto che, quando Sinner ha dimostrato superiorità tecnica e mentale, Pietrangeli non ha mai negato la realtà. Anzi, è stato spesso tra i primi ad applaudire il talento del giovane: «Questo ragazzo non lo battono, è sempre perfetto», aveva detto dopo l’ennesima prestazione monstre del numero 2 ATP.

Per questo, alcuni ritengono che Sinner stia semplicemente prendendosi più tempo, magari per esprimere un messaggio ponderato e non di circostanza. La distanza emotiva tra i due, però, è un elemento che molti tifosi non ignorano.

Dal rispetto al non detto: il caso divide i tifosi

Il mancato messaggio di Sinner sta già dividendo il mondo del tennis italiano. C’è chi difende il suo diritto alla privacy e alla disconnessione; chi invece considera il silenzio come una mancanza di rispetto verso un’icona che, piaccia o no, ha aperto la strada ai campioni di oggi.

È probabile che nelle prossime ore l’altoatesino rompa il silenzio. O forse no. Perché il suo rapporto con la comunicazione pubblica, soprattutto quando si tratta di situazioni delicate, è fatto di tempi lunghi, ponderazione e scelte molto personali.

In attesa che parli, resta una domanda: il silenzio di Sinner è casuale o significativo? Le risposte, almeno per ora, restano aperte.