Bruxelles
– La testa e il corpo di Giorgia Meloni sono proiettati sul Consiglio Europeo, ma il cuore politico della premier è rimasto idealmente alla Camera dei Deputati. Qui, mercoledì, la presidente del Consiglio ha infiammato il dibattito, definendo “non la mia Europa” quella descritta dal Manifesto di Ventotene.
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Durante il suo intervento in Aula, Meloni ha letto i passi più controversi del documento simbolo dell’europeismo di sinistra, scritto da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi e Eugenio Colorni durante il regime fascista. La premier ha scatenato un’ondata di reazioni nel centrosinistra, che l’ha accusata di aver “attaccato un testo sacro”.