sabato, Luglio 18

Mentana vs Flotilla, scontro infuocato: “Non prendo lezioni dagli asini”. La portavoce Delia lo accusa di linguaggio disumano

Mentana contro la portavoce della Flotilla: “Non prendo lezioni dagli asini”

È scontro aperto tra Enrico Mentana e Maria Elena Delia, portavoce italiana della Global Sumud Flotilla. Tutto nasce da una frase del direttore del TgLa7, che durante l’edizione di venerdì sera ha descritto il ritorno a Gaza di centinaia di migliaia di palestinesi dopo il cessate il fuoco come una “transumanza”. Un termine che ha scatenato un’ondata di critiche sui social e nel mondo pro-palestinese.

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Le accuse di Maria Elena Delia

Dal palco di una manifestazione a Bologna, dove era presente anche Patrick Zaki, Delia ha accusato Mentana di usare un linguaggio “disumanizzante”. “Mentana l’ha chiamata la ‘transumanza’ dei palestinesi. Ma transumanza è un termine che si usa per le greggi, per gli animali”, ha dichiarato, denunciando quella che considera una narrazione complice delle sofferenze del popolo palestinese.

L’informazione di questo Paese è stata parte integrante di un sistema di complicità che dura da 75 anni”, ha aggiunto Delia, citando l’occupazione di Gaza e Cisgiordania. Le sue parole sono state riprese anche da figure note come Elio Vito, Heather Parisi e l’ex ideologo dei 5 Stelle Paolo Becchi.

La risposta durissima di Mentana

Nel Tg serale di sabato, Enrico Mentana ha replicato senza giri di parole: “Non prendo lezioni dagli asini. Solo chi non ha studiato può parlare di 75 anni di occupazione di Gaza e Cisgiordania”, ha affermato, accusando Delia di ignoranza storica. “Le regalerò una copia di ‘Pastori d’Abruzzo’ di D’Annunzio, così scoprirà che la transumanza non è in nessun senso bestiale, come non lo è la migrazione.”

Il giornalista ha poi invitato la portavoce e i manifestanti a “godersi la speranza di pace, invece di spargere fiele e ignoranza”.

Le reazioni di Heather Parisi e il dibattito online

Sui social, la polemica è esplosa. La showgirl Heather Parisi ha commentato su X (Twitter): “La Treccani descrive la transumanza come la migrazione stagionale del bestiame. Ora si capisce perché Mentana si oppone all’uso del termine genocidio per i palestinesi: per lui sono animali”.

Non è la prima volta che il termine “transumanza” finisce al centro del dibattito mediatico. In passato, anche Andrea Giambruno lo aveva usato per descrivere i flussi migratori, scatenando analoghe accuse di linguaggio disumanizzante.

La questione linguistica e simbolica

Il caso ha acceso un più ampio confronto sul peso delle parole nei media. L’uso di termini associati al mondo animale per descrivere spostamenti di persone – in particolare di popolazioni in fuga o in rientro da zone di guerra – è stato criticato da linguisti e attivisti come un segno di deumanizzazione implicita. Tuttavia, come ha spiegato Mentana, il termine transumanza ha in realtà origini letterarie e culturali, legate alla tradizione italiana e non necessariamente connotazioni offensive.

Una polemica che, al di là delle definizioni, riflette ancora una volta la profonda divisione del dibattito pubblico italiano sul conflitto israelo-palestinese e sul ruolo dell’informazione.