La vicenda del femminicidio di Federica Torzullo continua ad allargare il proprio perimetro di dolore, trasformandosi in una tragedia che travolge più generazioni e più famiglie. Quando la comunità di Anguillara Sabazia stava ancora cercando di comprendere l’orrore dell’uccisione della donna, un nuovo drammatico capitolo si è aggiunto alla storia.
Nel tardo pomeriggio del 24 gennaio 2026, i carabinieri hanno trovato senza vita Pasquale Carlomagno e Maria Messenio, genitori di Claudio Carlomagno, reo confesso dell’omicidio della moglie Federica. I due coniugi sono stati rinvenuti impiccati all’interno della loro abitazione di via Tevere, uno accanto all’altra.
Il gesto estremo quindici giorni dopo il femminicidio

Pasquale Carlomagno e Maria Messenio avevano 65 anni. Si sono tolti la vita quindici giorni dopo la morte della nuora e l’arresto del figlio. A lanciare l’allarme è stata la sorella di Maria, che, non riuscendo a mettersi in contatto con la coppia, si è recata presso l’abitazione e ha chiamato il 112 dopo aver ricevuto nessuna risposta.
La scena trovata dai militari ha subito orientato gli inquirenti verso l’ipotesi del suicidio di coppia. Al momento non emergono segni di violenza riconducibili a terzi.
Il viaggio in furgone e le ultime decisioni
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, prima di togliersi la vita i coniugi si erano recati a Roma con il loro furgone. In quei giorni la loro esistenza era stata completamente stravolta.
Maria Messenio si era dimessa dall’incarico di assessore alla Sicurezza del Comune di Anguillara Sabazia, mentre l’azienda di movimento terra guidata dal marito Pasquale — la stessa in cui lavorava anche Claudio — era finita sotto sequestro giudiziario, dopo che il corpo di Federica Torzullo era stato sepolto nel terreno aziendale.
Una pressione mediatica, sociale e personale che si era fatta sempre più insostenibile.
La lettera lasciata all’altro figlio
Prima di chiudersi definitivamente in casa, Pasquale e Maria si sono recati presso l’abitazione del figlio minore. A lui hanno lasciato una lettera di addio, nella quale avrebbero spiegato le motivazioni del gesto estremo.
Quando l’uomo ha letto quelle parole, ha immediatamente compreso cosa stava per accadere e ha contattato la zia, che viveva poco distante dalla casa dei genitori. Ma ogni tentativo di intervento è arrivato troppo tardi.
I sospetti mai provati e le ombre dell’inchiesta
Fonti della Procura hanno chiarito che Pasquale Carlomagno e Maria Messenio non erano mai stati indagati e che non vi erano elementi concreti a loro carico. Tuttavia, nei prossimi giorni sarebbero comunque stati ascoltati dagli inquirenti.
Nell’ordinanza del gip viene infatti citata una circostanza che aveva attirato l’attenzione degli investigatori: tra le 7.08 e le 7.17 del 9 gennaio, una telecamera aveva ripreso un furgone Doblò fermo davanti alla villetta di Claudio Carlomagno, con a bordo il padre Pasquale.
L’uomo aveva spiegato di essersi recato lì per chiedere le chiavi al figlio, senza riuscire a contattarlo. Un episodio che, pur non traducendosi in accuse formali, aveva alimentato sospetti e chiacchiere nel paese.
Un rapporto familiare logorato
Secondo quanto emerso, i rapporti tra Claudio Carlomagno e i genitori non erano buoni da tempo. La madre avrebbe riferito agli inquirenti che da anni i contatti con il figlio si erano ridotti al minimo.
“Da quattro anni abbiamo quasi interrotto ogni rapporto con lui”, avrebbe dichiarato Maria Messenio, spiegando che Claudio era ormai legato quasi esclusivamente alla famiglia della moglie Federica.
Un isolamento che, secondo il giudice, avrebbe alimentato nel reo confesso la paura di essere escluso da quel mondo, contribuendo a una spirale di decisioni tragiche.
Una tragedia che non smette di allargarsi
La morte dei genitori di Claudio Carlomagno rappresenta l’ennesimo livello di una vicenda che continua a produrre vittime indirette. Un dolore che non si è fermato con l’arresto, né con la confessione.
Ora gli inquirenti dovranno stabilire se la lettera lasciata al figlio contenga elementi utili a comprendere meglio lo stato emotivo dei due coniugi, mentre l’indagine sul femminicidio di Federica Torzullo prosegue per chiarire ogni zona d’ombra.















