L’anticiclone africano continua a dominare l’Italia, con città rallentate dall’afa e notti difficili. Dopo giorni di temperature fuori scala, però, qualcosa comincia a cambiare: le ultime elaborazioni indicano un primo, lieve ridimensionamento della fiammata. Non si tratta ancora di una svolta vera e propria, ma di un piccolo respiro che potrebbe rendere le prossime giornate un po’ meno opprimenti, pur restando in pieno clima estivo.
Caldo in calo, ma senza illusioni

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L’invito degli esperti è a non abbassare la guardia. Il quadro resta tipicamente estivo, con valori ancora ben sopra le medie stagionali. In molte regioni il termometro continuerà a superare con facilità i 30 gradi, a conferma che la fase di caldo intenso non è affatto archiviata. In pratica: meno picchi estremi rispetto ai giorni scorsi, ma con il caldo ancora protagonista.
Le zone più roventi secondo Giuliacci
Secondo le previsioni diffuse dal colonnello Mario Giuliacci sul canale YouTube MeteoGiuliacci, nella giornata di martedì 23 giugno le temperature massime resteranno elevate, pur risultando leggermente inferiori ai picchi recenti. I valori più alti, tra i 33 e i 35 gradi, interesseranno soprattutto Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Lazio, oltre ad alcune aree del Casertano, del Foggiano e del Materano.
Anche la Sardegna interna dovrà fare i conti con un clima particolarmente caldo, con temperature comprese tra i 30 e i 33 gradi. Una pausa, dunque, solo relativa: sufficiente forse a percepire un leggero calo, ma non a sentirsi al riparo dall’afa.
Attenzione ai temporali di calore
Accanto al caldo non mancheranno episodi di instabilità. Il forte riscaldamento diurno favorirà la formazione di temporali di calore nel pomeriggio, specialmente lungo l’arco alpino, nell’entroterra ligure, nelle aree interne del Centro-Sud e nelle zone più interne di Sicilia e Sardegna.
Non si tratta di un cambio di stagione, ma di una dinamica tipica di queste giornate: l’energia accumulata nelle ore più calde può trasformarsi all’improvviso in rovesci e temporali localizzati, soprattutto lontano dalle coste.
La tendenza dell’estate 2026
Se nel breve periodo si intravede una leggera attenuazione dell’afa, gli scenari per il resto della stagione non sono particolarmente incoraggianti. Le analisi climatiche elaborate da Giuliacci evidenziano una tendenza ormai consolidata verso estati sempre più calde e persistenti.
L’estate 2003 resta il riferimento assoluto tra le più torride mai registrate in Italia, ma ciò che colpisce è un altro dato: la classifica delle stagioni più calde è ormai affollata di annate recenti, con il 2022 al secondo posto e il 2023 al terzo. “La statistica climatica ci dice che le estati stanno diventando via via più roventi e dobbiamo prenderne atto”, sottolinea il meteorologo.
Cosa aspettarsi nelle prossime settimane
Alla luce di questa tendenza, appare difficile immaginare che il 2026 possa rappresentare un’eccezione. Le prospettive indicano una stagione ancora caratterizzata da lunghe e intense ondate di caldo, con pause affidate soprattutto ai temporali pomeridiani su zone montuose e interne. Anche nello scenario più favorevole, l’estate in corso potrebbe rivelarsi impegnativa quanto quella precedente, con temperature elevate e periodi prolungati di afa.