martedì, Agosto 4

Meteo, quando finisce il caldo: Giuliacci annuncia l’addio all’anticiclone africano

L’ondata di calore che sta interessando l’Italia raggiungerà il suo apice tra il 5 e il 6 agosto 2026. Le città con il bollino rosso saranno 25 nella giornata di mercoledì, per poi salire a 27 — cioè tutte quelle monitorate — il giorno successivo.

Ma dopo il picco, secondo le previsioni, qualcosa è destinato a cambiare. E in modo piuttosto netto.

La mappa del caldo: dove si toccheranno i 40 gradi

Strada di una città italiana sotto il sole cocente con foschia da calore, a illustrare le previsioni meteo di Giuliacci sul caldo e l'anticiclone africano

Secondo le previsioni di iLMeteo.it, mercoledì 5 e giovedì 6 agosto il tempo resterà stabile su gran parte della Penisola, con cieli prevalentemente sereni o poco nuvolosi.

Le temperature raggiungeranno valori elevati, con punte fino a 39 gradi nelle pianure del Nord e fino a 40 gradi in Toscana.

Secondo il colonnello Mario Giuliacci, le aree in cui si potranno raggiungere valori compresi tra 37 e 38 gradi, con punte locali di 40, saranno Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, il Casertano, il Foggiano, il Materano, la Calabria ionica e le aree interne delle isole maggiori.

Fenomeni temporaleschi locali potranno svilupparsi soltanto lungo i rilievi alpini e appenninici.

Il primo segnale tra il 7 e l’8 agosto

Il primo cambiamento è atteso tra il 7 e l’8 agosto, quando, spiega Giuliacci, «arriverà una prima perturbazione che sconfiggerà il caldo al Nord e al Centro».

Il passaggio perturbato determinerà un graduale ridimensionamento delle temperature nelle regioni settentrionali e centrali. Il caldo intenso continuerà però a interessare Toscana, Umbria, Lazio, il Materano, il Foggiano e le aree interne delle isole maggiori.

Sulla stessa linea iLMeteo.it, che per venerdì 7 agosto indica i primi segnali di cedimento al Nord, con temporali in progressiva estensione dalle Alpi verso le pianure. Il Mezzogiorno resterà invece ancora sotto il dominio dell’anticiclone.

“Svolta clamorosa”: la tregua verso Ferragosto

Il cambiamento più significativo è però previsto nella fase successiva. L’annuncio di Giuliacci è netto: «Svolta clamorosa: l’anticiclone nordafricano lascerà l’Italia tra l’8 e l’11 agosto. La tregua interesserà tutto il Paese, dal Nord al Centro, e si farà sentire anche al Mezzogiorno. Previsti frequenti e forti temporali».

La fase decisiva è attesa tra il 14 e il 16 agosto, quando una perturbazione atlantica più intensa potrebbe mettere fine alle ultime sacche di caldo persistente anche al Sud.

A confermare l’evoluzione sono anche i modelli previsionali, comprese le medie ENS del modello americano GFS e di quello europeo ECMWF, che mostrano un progressivo ridimensionamento delle aree con temperature superiori ai 34 gradi.

Non solo temperature: l’allarme sicurezza sul lavoro

L’emergenza non riguarda però soltanto i termometri. A Brescia, dopo la morte di un operaio in un cantiere, tre responsabili dell’impresa sono stati iscritti nel registro degli indagati con l’accusa di non aver fatto rispettare lo stop alle attività nelle ore più calde della giornata.

Un tema che nelle ultime settimane è tornato più volte al centro della cronaca, con diversi episodi di malori durante il lavoro all’aperto.

Caldo o ondata di calore? La differenza

Per comprendere la portata della situazione attuale è utile distinguere tra normale caldo estivo e vera ondata di calore.

Il caldo rientra nelle condizioni tipiche della stagione: ad agosto, in Italia, massime intorno ai 30 gradi sono considerate normali, anche se l’organismo può percepirle come elevate soprattutto in presenza di umidità. La fascia di benessere termico per il corpo umano si colloca infatti tra i 16 e i 24 gradi.

Diverso è il caso dell’ondata di calore, definita sulla base di criteri statistici che misurano lo scostamento rispetto ai valori climatici abituali. Si verifica quando le massime superano in modo significativo la norma del periodo e si mantengono per più giorni su livelli eccezionalmente elevati.

In Italia la variabilità estiva delle temperature è generalmente contenuta: quando lo scarto dai valori tipici supera determinate soglie, si entra nella categoria delle anomalie termiche, e quindi delle ondate di calore vere e proprie.

Nelle prossime 48 ore, dunque, la raccomandazione resta quella di evitare l’esposizione nelle ore centrali, idratarsi con regolarità e prestare particolare attenzione ad anziani, bambini e persone fragili.