lunedì, Giugno 29

Ventimiglia, Calcopietro si dimette: “Errore nel post, decisione necessaria”

Bufera politica a Ventimiglia, dove l’assessore al Turismo e alla Cultura Serena Calcopietro ha rassegnato le dimissioni dopo un post sui social che ha scatenato forti polemiche.

Al centro della vicenda ci sono alcune frasi rivolte agli elettori del “No” al referendum sulla giustizia, definiti nel messaggio “retrogradi” e “idioti spaventati”.

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Il post e la polemica

Il contenuto, pubblicato in lingua inglese, ha rapidamente fatto il giro dei social, provocando reazioni dure sia sul piano politico che mediatico.

Le parole utilizzate hanno acceso lo scontro, trasformando un intervento personale in un caso politico locale che ha coinvolto l’intera amministrazione.

Le dimissioni: “Ho sbagliato”

Di fronte alla crescente pressione, Calcopietro ha deciso di fare un passo indietro, annunciando le dimissioni e rimettendo le deleghe al sindaco. “Riconosco di aver sbagliato nel contenuto e nei toni del post pubblicato: il risultato delle urne deve sempre essere rispettato”, ha dichiarato.

Una presa di responsabilità netta, accompagnata da scuse pubbliche e dalla volontà di non mettere in difficoltà la maggioranza.

L’ex assessore ha sottolineato come si tratti di una decisione autonoma, non imposta da altri. “Non è stata una scelta imposta né dal sindaco né dal mio partito”, ha spiegato, definendola però “molto sofferta”, soprattutto per il desiderio di proseguire il percorso amministrativo.

Le scuse e il passaggio in procura

Calcopietro ha annunciato che nelle prossime ore contatterà la procura e la magistratura per formalizzare personalmente le proprie scuse.

Un passaggio che evidenzia la volontà di affrontare la vicenda anche sul piano istituzionale.

Il futuro politico

Nonostante le dimissioni, Calcopietro non intende abbandonare la politica.

Ha infatti ribadito che continuerà a seguire la vita pubblica, con l’obiettivo di tornare eventualmente in futuro con maggiore consapevolezza e responsabilità.

Una vicenda che riaccende il dibattito sul linguaggio politico e sull’impatto dei social nelle istituzioni locali.