domenica, Maggio 17

Modena, lo sfogo di Roberta Bruzzone dopo l’attacco

“Secondo quanto riportato dalle autorità e dalla stampa, il soggetto fermato per i fatti di Modena era già stato attenzionato nel 2022 dal Centro di Salute Mentale per disturbi schizoidi; dopo quel periodo di osservazione, se ne sarebbero poi perdute le tracce”, scrive Bruzzone.

Gli investigatori stanno ora cercando di ricostruire il quadro psicologico del 31enne, laureato in Economia e residente a Ravarino. Restano sotto analisi il telefono, i movimenti recenti, i rapporti personali e i profili social chiusi da Meta mesi prima dell’attacco.

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“La salute mentale interessa solo dopo le tragedie”

Il passaggio più duro dello sfogo arriva quando la criminologa accusa apertamente il sistema sanitario e istituzionale di intervenire soltanto dopo episodi drammatici.

“La salute mentale non può essere trattata come un problema privato finché non diventa un problema di ordine pubblico. Non può interessarci solo quando ci sono i corpi a terra”, scrive.

Secondo Bruzzone servirebbero prevenzione reale, continuità terapeutica, più strutture, più personale specializzato e una collaborazione più forte tra servizi sanitari, famiglie e territorio.

La criminologa insiste soprattutto sulla necessità di riconoscere in tempo i segnali di deterioramento psicologico: isolamento sociale, perdita di contatto con la realtà, rottura dei legami personali e possibili ideazioni persecutorie.

“Quando il disagio grave viene abbandonato a sé stesso, non resta confinato nella stanza di chi lo vive. Può uscire. Può correre. Può salire su un’auto. Può armarsi. Può travolgere chiunque”, conclude.

Le reazioni sui social

Le parole di Roberta Bruzzone hanno rapidamente acceso il dibattito online. Molti utenti hanno condiviso il suo ragionamento, sostenendo che in Italia il tema della salute mentale venga affrontato troppo tardi e con risorse insufficienti.

Altri invece hanno criticato il rischio di associare automaticamente disagio psichico e violenza, ricordando che la maggior parte delle persone con disturbi mentali non compie atti aggressivi.

Nel frattempo proseguono le indagini della Procura di Modena, che continua a lavorare per chiarire il movente dell’attacco e ricostruire il percorso personale e psicologico di Salim El Koudri prima della strage sfiorata nel centro della città.

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